Dal “Parmezza” al “Reggianto”, stroncati 30 falsi

REGGIO EMILIA. Non c'è limite, ai confini e alle parole, per chi cerca di contrabbandare formaggio falso come Parmigiano Reggiano. I tentativi avvengono in tutto il mondo e nel corso dei soli ultimi...

REGGIO EMILIA. Non c'è limite, ai confini e alle parole, per chi cerca di contrabbandare formaggio falso come Parmigiano Reggiano.

I tentativi avvengono in tutto il mondo e nel corso dei soli ultimi sei mesi il Consorzio di tutela è dovuto intervenire in Vietnam (usavano il nome Reggianto), in Colombia (Parmessano) e in Polonia (Parmezza).

«Le azioni messe in atto - spiega il presidente Alessandro Bezzi - rientrano nell'attività di contrasto che ci vede impegnati da anni e che abbiamo rafforzato ulteriormente nei paesi extraeuropei. Proprio qui infatti avvengono le frodi maggiori perché, a differenza di quanto accade nella Unione Europea, non esistono norme che impongano alle autorità locali interventi d'ufficio a tutela delle Dop».

A guidare la classifica dei fasulli richiami al Parmigiano Reggiano sono gli Stati Uniti dove sono stati effettuati di recente cinque interventi di diffida contro società che offrivano salse, formaggi (alcuni con cellulose) piatti pronti con un ingannevole grattugiato. Al secondo posto si pone, incredibilmente, il Vietnam ma opposizioni a registrazioni di marchi evocativi sono state messe in atto anche in Giappone, Argentina, Bolivia, Cina, Colombia e Ucraina.

Nell’area comunitaria azioni stragiudiziali e amministrative hanno interessato poi due produttori spagnoli e una industria polacca che fanno seguito ad analoghe operazioni in Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia.

«La mappa dei tentativi di frode - conclude Bezzi - è davvero ampia e siamo impegnati a proseguire e intensificare gli interventi di contrasto. La tutela delle Dop deve infine essere confermata nelle trattative Ttip». (l.v.)