Barbieri, il medico che fu costretto a studiare di nascosto

Rubiera: è lo stimato direttore di Otorino del Santa Maria Il padre lo voleva venditore di mangimi a San Faustino

RUBIERA. Un medico “per caso”, figlio di contadini rubieresi, oggi ai vertici nazionali della sua specialità. La settimana scorsa sono stati resi noti i nomi degli specialisti del Santa Maria Nuova di Reggio con gli introiti più alti, figli dello stipendio ospedaliero e delle loro prestazioni private. Il sesto in classifica è nato e cresciuto a San Faustino di Rubiera: è il 69enne Verter Barbieri, direttore del dipartimento di Otorinolaringoiatria che nel 2015 ha denunciato uno stipendio lordo di 231.289 euro, di cui 94.886 euro per attività intramoenia.

La graduatoria ha riportato all’attenzione una figura ben nota fra Reggio e Modena per le sue notevoli competenze ed anche per la sua peculiarissima storia personale. Barbieri è arrivato alla professione medica dopo le scuole serali e dopo aver studiato per anni di nascosto al padre, finendo per scegliere Medicina più per questioni logistiche che per una passione pre-esistente. Viene da una famiglia di mezzadri di San Faustino, e negli anni Sessanta, adolescente, si trova presto costretto a fare delle scelte. Il territorio reggiano all’epoca era lontanissimo da quello attuale, una realtà prevalentemente rurale in cui le risorse per un vasto nucleo di contadini erano pochissime, a essere gentili. Così il giovane Verter decide di aiutare i genitori, affiancandosi al padre nell’attività di vendita di mangimi. Dopo tre anni al corso autoriparatori all’Ipsia Corni di Modena si mette quindi a guidare il camion di famiglia per portare farine e mangimi agli agricoltori, senza però rinunciare all’idea dello studio e torna al Corni, frequentando le lezioni serali dell’Iti, nel corso di meccanica industriale. A 23 anni ottiene il diploma e sceglie di proseguire ancora, nonostante papà Vasco non fosse d’accordo: per il genitore Verter avrebbe dovuto continuare ad occuparsi della vendita dei mangimi. Aiutato di nascosto da mamma Evelina Pozzi, che lo sostiene anche economicamente, Barbieri si iscrive quindi all’università a Modena. La scelta cade su Medicina per questioni pratiche. Lui, da sempre appassionato di meccanica, avrebbe voluto frequentare Ingegneria, ma alla fine degli anni Sessanta a Modena c’erano solo i primi due anni di corso. Per completare l’opera sarebbe stato necessario trasferirsi a Bologna, una scelta impossibile. Così Verter punta su Medicina, studia e continua a guidare il camion, senza che il padre sospetti alcunché. La rivelazione obbligata arriva al quinto anno di facoltà, quando iniziano le frequenze obbligatorie e i tirocini. A quel punto, diventa impossibile nascondere la storia a Vasco. Decenni dopo, chissà quanto sarebbe orgoglioso. (adr.ar.)