Brescello, Antonio Orfei è il nuovo comandante dei carabinieri

Orfei subentra a Saggio, reggente dopo il trasferimento di Airini. Per anni ha fatto parte del Nucleo investigativo reggino

BRESCELLO. Si chiama Antonio Orfei il nuovo comandante della stazione dei carabinieri di Brescello. Orfei, maresciallo aiutante sostituto ufficiale di pubblico servizio, ha di recente prestato servizio in provincia di Reggio Calabria ed è stato trasferito nella caserma di Brescello per sostituire il precedente comandante, il maresciallo Gaetano Saggio, che reggeva il comando della stazione in sede vacante dopo il trasferimento a Parma del maresciallo Stefano Airini, rimasto alla guida della stazione brescellese per 13 anni.

Il maresciallo Orfei, 48enne originario della provincia dell’Aquila, vanta un vasto bagaglio professionale grazie all’esperienza maturata in oltre 20 anni di servizio attivo nell’Arma dei carabinieri prevalentemente svolto in Calabria, dove prestava servizio.

Sposato con due figli, il maresciallo proviene dalla stazione di Careri (Reggio Calabria), che comandava dal 2011. In precedenza per diversi anni ha prestato servizio alle dipendenze del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Reggio Calabria.

Il maresciallo Orfei arriva a Brescello in un momento delicato per il paese della Bassa reggiana, in quanto solo due mesi fa il Comune è stato sciolto a causa del riscontro di condizionamenti da parte della malavita organizzata.

La decisione del ministero dell'Interno di sciogliere l'ente non è stata accolta con favore da buona parte dei cittadini brescellesi, che non hanno accettato di buon grado le motivazioni del provvedimento, ritenendo il paese non "contaminato" da certe influenze.

Tutto ciò nonostante, ad esempio, il recentissimo rinvio a giudizio di cinque persone per minacce di stampo mafioso alla leghista Catia Silva, che finiranno così a processo, e altri episodi che si sono susseguiti negli ultimi anni.

La scorsa settimana si è conclusa con un rinvio a giudizio di cinque persone l'udienza preliminare che si è svolta in tribunale a Bologna e che trattava delle minacce ricevute nel 2009 dalla militante leghista brescellese Catia Silva. In quel contesto, sono stati rinviati a giudizio dal gup Gianluca Petragnani Pelosi i brescellesi di origine calabrese Alfonso Diletto (attualmente al 41bis nell'ambito dell'operazione Aemilia), Salvatore Grande Aracri, nipote di Nicolino Grande Aracri, Girolamo e Carmine Rondinelli (padre e figlio) e Salvatore Frijio, il primo per tentata violenza privata e gli altri per minacce in concorso. Il tutto aggravato dall'aver utilizzato la modalità mafiosa.

La partita sullo scioglimento, intanto, resta aperta in quanto l'ex sindaco brescellese Marcello Coffrini – assieme a due ex assessori e una ex consigliera comunale – ha presentato ricorso contro questa decisione.
Spetterà alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell'Interno consegnare al Tar del Lazio tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Brescello.

Dopo lo scioglimento del Comune, l'ex sindaco Marcello Coffrini, gli ex assessori Gabriele Gemma e Giuditta Carpi e l'ex consigliere Susanna Dall'Aglio hanno visto accolta dal Tar del Lazio la propria richiesta istruttoria. I giudici hanno ordinato il deposito degli atti richiesti entro un mese e nel febbraio del prossimo anno si svolgerà l'udienza di discussione del ricorso nel merito.