Pesci, sul processo a Bonferroni e Zobbi ora si esprimerà la Corte di Cassazione

Colpo di scena ieri nell’udienza preliminare tenutasi a Roma e che coinvolgel’imprenditore Antonio Muto, l'ex sindaco di Mantova Nicola Sodano, l'ex senatore reggiano Franco Bonferroni, l'ex...

Colpo di scena ieri nell’udienza preliminare tenutasi a Roma e che coinvolgel’imprenditore Antonio Muto, l'ex sindaco di Mantova Nicola Sodano, l'ex senatore reggiano Franco

Bonferroni, l'ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, il faccendiere Attilio Fanini, l'ex senatore Luigi Grillo e l'intermediario reggiano Tarcisio Zobbi. Sono tutti accusati di corruzione e corruzione in atti giudiziari per aver tentato, secondo l'accusa, di aggiustare la sentenza del Consiglio di Stato sulla lottizzazione in riva al lago.

Ieri il gup romano Donatella Pavone – dopo un’ora di camera di consiglio – ha accolto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dal pubblico ministero: le corruzioni dell’affaire Lagocastello devono essere considerate una componente delle tresche dell’associazione ndranghetista che sotto la supervisione del boss Nicolino Grande Aracri operava a Mantova, qindi vanno rispedite nel filone principale del processo Pesci. Ma il viaggo di ritorno a Mantova, però, vedrà una tappa intermedia e non di poco conto: il responso della Cassazione, deputata a regolamentare il rimpallo della competenza.

Per le difese è comunque un duro colpo: non è caduta l’aggravante dell’articolo 7, cioè l’agevolazione della cosca.