Avvocato “difeso” dai detenuti

Continua ad essere semivuota l’aula bunker in cui prosegue il maxi processo Aemilia. Stavolta – siamo alla ventesima “puntata” – notiamo una drastica riduzione degli avvocati presenti in udienza. In...

Continua ad essere semivuota l’aula bunker in cui prosegue il maxi processo Aemilia. Stavolta – siamo alla ventesima “puntata” – notiamo una drastica riduzione degli avvocati presenti in udienza. In quasi cinque ore di testimonianze pochi i sussulti. In avvio viene allontanata dall’aula una giovane d’origine crotonese che sta seguendo l’udienza: verrà sentita più avanti come testimone ed è pure parte lesa per un’estorsione che avrebbe subìto cinque anni fa e di cui ieri si è parlato. In aula, per legge, non può quindi stare finché non verrà sentita e il suo allontanamento viene chiesto dall’avvocato difensore Donata Cappelluto appena se ne accorge. La Corte subito provvede. I carabinieri vigilano sui “contatti” fra familiari (una ventina) ed imputati con chi è dietro le sbarre delle tre “gabbie”. I militari intervengono per farne spostare alcuni troppo “vicini” ai detenuti (che a loro volta si fanno sentire e rumoreggiano in difesa dell’avvocato Carlo Petitto quando la Corte chiede al legale d’abbassare i toni). Avendola ottenuta per motivi di salute, l’imputato Carmine Belfiore segue l’udienza comodamente sprofondato nella brandina. Sempre rappresentate le associazioni antimafia: Agende Rosse, Libera, Cortocircuito.