Pievi e oratori sconosciuti nei clic, ma all’infrarosso

Casina: la mostra di Giorgio Andreoli nella canonica di Pianzo. Il fotografo: «Da tanti secoli sono luoghi mistici, fra la terra e il cielo»

CASINA. Non c'è luogo migliore della canonica di Pianzo (che si trova , nella frazione di Casina, a fianco della piccola chiesa di struttura romanica ad una sola navata) per ospitare una mostra fotografica così particolare come "Tra la terra e il cielo”.

Particolare è il tema scelto, cioè gli edifici religiosi poco conosciuti se non in alcuni casi addirittura abbandonati o aperti solo in certi periodi dell'anno, comunque ben lungi dai soliti circuiti legati alla fede. Particolare è anche la tecnica (l'infrarosso) usata dal fotografo guastallese Giorgio Andreoli che da tre anni porta avanti questa sua inconsueta ricerca nata un bel giorno proprio a Pianzo, quando ha conosciuto l'ex sindacalista rosso Franco Spaggiari, da tempo laborioso e volontario "protettore" in loco di quell'autentico gioiello (salvandolo da rovina certa) che è la chiesetta di probabile origine longobarda. Lì in quell’angolo – in cui storia e preghiera s’incrociano, con sullo sfondo un panorama mozzafiato – il primo scatto fotografico, ma è stato solo l'inizio di un'avventura che ha portato il grafico-fotoamatore 57enne ad immortalare pian piano una settantina di luoghi di culto sparsi nel Reggiano, dalla Bassa all'Appennino.

Una "caccia" fotografica riservata ovviamente al tempo libero, sulla scia di segnalazioni di amici e conoscenti (chi ha idee in merito può comunque prendere contatto con il fotografo scrivendogli una mail all’indirizzo di posta elettronica giorgio.andreoli@libero.it), ma anche investigando il territorio tramite la Rete con tanto di "occhio" satellitare. E tanto per gradire ha già, in cantiere, una trentina di altri "obiettivi" che sconfineranno nelle province limitrofe.

Andreoli ha forti motivazioni: «Il mio è un racconto per immagini non solo di edifici come rifugio dalle umane debolezze – spiega – perché pievi ed oratori rappresentano, da secoli, il tramite fra le terrene necessità e la più alta spiritualità del cielo. Perché la scelta dell’infrarosso? Credo che ben si adatti al misticismo di questi luoghi e ne carica l’effetto». La canonica di Pianzo è da alcuni anni divenuta una suggestiva galleria d'arte, gestita dalla Bottega Photographica di Boretto, un circolo a cui aderisce lo stesso Andreoli che, come socio, ora porta in Appennino una sua super selezionata serie di scatti (tredici foto) per farci conoscere chiese piene di fascino ma non facili da scovare, il tutto "baciato" dalla luce particolare dell'infrarosso, per non parlare degli immancabili cieli carichi di nuvoloni: è un po' la metafora dell'eterna ricerca umana di spiritualità che deve però inevitabilmente fare i conti con le incombenti avversità della vita.

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