Blitz, l’industriale ha altri guai: le armi

Durante la perquisizione di giovedì nell’abitazione – legata al sequestro dei beni – sono spuntate non poche armi e munizioni: un fucile, due revolver, una carabina, 18 barattoli contenenti...

Durante la perquisizione di giovedì nell’abitazione – legata al sequestro dei beni – sono spuntate non poche armi e munizioni: un fucile, due revolver, una carabina, 18 barattoli contenenti complessivamente due chili di polvere da sparo, oltre 700 cartucce (per fucili e pistole) e 987 inneschi per cartucce da caccia. Un arsenale nascosto in vari punti della casa e che ha messo in ulteriori guai l’imprenditore Claudio Borelli per porto abusivo d’armi, in quanto non in possesso di regolare licenza. Il perché ne fosse sprovvisto è presto detto e riguarda i precedenti: messo ai domiciliari nell’agosto 2014 per detenzione di munizioni da guerra, agli inizi del 2015 gli era stato sequestrato un ancor più impressionante arsenale (qualcosa come 2.652

armi di vario calibro e 100mila munizioni) . Da giovedì nuovamente agli arresti domiciliari, ieri in tribunale a Reggio il 72enne – assistito dall’avvocato Alessio Fornaciari – s’è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Giovanni Ghini. Al termine il giudice ha applicato una misura restrittiva più soft, cioè l’obbligo di firma.