Debora e Marcello hanno detto sì all’ombra di Lenin

Ieri la cerimonia in municipio celebrata da Liusca Boni Gli sposi romani: «Non ci aspettavamo tanta attenzione»

CAVRIAGO. «Forse questa cosa ci è sfuggita di mano». Fra torte, complimenti a raffica e chicchi di riso, sorridono travolti dall’affetto cavriaghese Debora Celommi e Marcello Montonese, i due ragazzi romani che hanno scelto di sposarsi a Cavriago per amore di una serie di canzoni dei reggianissimi Offlaga Disco Pax.

Ieri, con il cantante del gruppo Max Collini come testimone, hanno ufficializzato il loro legame e a celebrare in municipio c’era la consigliera comunale Liusca Boni, anch’ella citata nei brani di Collini per il suo nome. E vecchia conoscenza di Collini ai tempi della Federazione dei giovani comunisti, cammino comune a migliaia di reggiani. Tutto normale per chi in Emilia è nato, meno per chi è cresciuto a Roma. “La piccola Pietroburgo” ha affascinato gli sposi e l’hanno voluta conoscere con la sua rocciosa tradizione di sinistra, con quel busto di Lenin così citato in mezzo mondo. L’affresco l’ha “Toponomastica”, un elenco di nomi alla reggiana degli anni in cui l’influsso sovietico era forte. D’altronde, per citare i CCCP, Reggio è sempre stata la più filosovietica delle province dell’impero.

Nei mesi scorsi si sono messi all’opera per contattare Collini e la Boni, grazie a un altro cavriaghese, Jukka Reverberi, chitarrista dei Giardini di Mirò e da alcuni anni socio in musica di Collini nel progetto Spartiti. Tutto ha funzionato alla perfezione e la coppia romana si è preparata quindi alle nozze, con l’obiettivo di fare poco rumore. Debora Celommi, 33 anni cameriera e attrice, e Marcello Montonese, 38 anni informatico e musicista, speravano di cavarsela con una cerimonia discreta e un brindisi con le persone conosciute tramite i versi di Collini. È andata diversamente, perché la notizia delle nozze, e delle loro motivazioni, ha generato un’ondata irrefrenabile di curiosità e di voglia di partecipare. I due coniugi – lei in classico bianco, lui con una splendente camicia verde su completo nero – si sono sposati nella sala del consiglio cavriaghese con testimoni Collini e Lorenzo Bicocchi, tirato dentro all’ultimo per necessità istituzionali e affiancato dai bimbi. Tanti abitanti e tanti funzionari comunali però si sono presentati, per applaudire la coppia ancora frastornata da tutte le attenzioni.

La cerimonia però era la parte più tranquilla. Al piano terra del municipio li attendeva una bella torta dedicata loro dalla pasticceria Menozzi: i gestori dello storico esercizio, dopo aver letto della storia, hanno voluto contribuire con un dolce nuziale. L’uscita è stata poi accolta come da copione dal lancio di riso di un gruppetto di abitanti mobilitati per l’occasione, con Debora e Marcello sempre più increduli. «Non volevamo dire nulla neppure ai nostri genitori e ci troviamo ovunque, sui giornali. Solo guardando le notifiche di Facebook non ci si credeva a tutta questa attenzione per noi. Siamo commossi, l’accoglienza di queste parti è davvero incredibile, non avremmo mai immaginato una cosa simile», sorridono i neo-sposi. Passata l’emozione, e compiuto mercoledì l’immancabile rito delle foto ricordo davanti al busto di Lenin a poche centinaia di metri di distanza dal centro, si sono finalmente potuti concedere una bevuta in compagnia.

Anche dai residenti tanti complimenti, tanti sorrisi e alla fine, le bottiglie di prosecco pronte a essere stappate. Con un brindisi mai così inevitabile: «All’amore e alla rivoluzione».