Sicurezza sul torrente, un summit venerdì con gli enti interessati

Canossa, summit indetto in municipio a Canossa tra tutti gli enti interessati per far fronte all'emergenza dopo la tragedia costata la vita a una 24enne

CANOSSA (REGGIO EMILIA). Un summit indetto per venerdì alle 10.15 in municipio a Canossa tra tutti gli enti interessati, per ragionare insieme su come innalzare l’asticella della sicurezza dei bagnanti sull’Enza. Un tema diventato priorità dopo la morte della 24enne Andrea Begliardi, venerdì scorso, seguita domenica da altri tre bagnanti che hanno rischiato di annegare nello stesso punto, il ponte di Cedogno.

Il summit è stato indetto dal sindaco di Canossa Luca Bolondi, che ieri ha inviato una lettera via posta certificata agli enti interessati, una decina: Protezione civile, Servizio tecnico di bacino (l’Enza da San Polo fino al Po è di competenza Aipo, da San Polo in su invece è della Regione), Provincia di Reggio, Prefettura, carabinieri, polizia municipale, corpo forestale, i Comuni di Neviano degli Arduini e Traversetolo (Parma), Vetto e San Polo nonché alla Fipsas, una associazione di volontari che cura l’aspetto ambientale del torrente e con la quale il Comune di Canossa ha già in essere una convenzione.

«Abbiamo chiesto un incontro urgente perché è giusto ragionare in rete: occorre una regìa forte e collettiva - afferma il sindaco -. A mio avviso il fatto che la competenza sull’asta del torrente non sia nostra non significa che non si possa intervenire: occorre coordinamento, ben consapevoli che è in vigore una ordinanza della Regione che vieta la balneazione per motivi igienico sanitari su tutti i torrenti, fiumi e laghi».

L’obiettivo del summit è «uscire con un documento che stabilisca gli interventi possibili», anche se Bolondi un’idea già ce l’ha: «A mio avviso il ruolo degli enti locali può essere quello di sensibilizzare la cittadinanza, informando in ogni modo possibile sui rischi e sul corretto comportamento da seguire per evitarli».

Anche perché il primo cittadino non nasconde che garantire la sicurezza presenta diversi ostacoli difficilmente aggirabili. «Domenica nel tardo pomeriggio ho chiamato la municipale per apporre delle fettucce a delimitare il mulinello sul ponte di Cedogno; il punto è stato recintato, ma tra due giorni potrebbe non esserci più nulla, considerando i cartelli di divieto di balneazione che sono stati divelti in passato». Alquanto arduo poi individuare i punti del corso d’acqua più a rischio. «I tecnici hanno osservato che sono parecchi, tanto più che il torrente è in continua evoluzione e cambia a seconda delle condizioni meteo. Un esempio: domani è previsto un temporale e magari quel mulinello si sposterà 30 metri più a valle». I controlli poi sono un punto dolente. «A chi spetta verificare? La polizia municipale Val d’Enza non ne ha le forze. Se si vuole che venga monitorata tutta l’asta fluviale, ci vogliono le risorse. Io dovrei chiamare l’esercito: e anche quello non basterebbe». Un’altra criticità è l’aspetto ambientale: «Solo l’anno scorso, a settembre, insieme a Fipsas, abbiamo portato via camionate di rifiuti. Senza contare i falò pericolosi e la gente che si reca a fare il bagno di notte. Negli ultimi anni c’è stato un boom di affluenza nell’Enza. Ben venga, ma ci vuole educazione, rispetto per le regole e buon senso. Finora sono mancati».