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Flumar fa ricorso al Tar per i lavori sul ponte

Boretto: l’azienda è arrivata seconda alla gara per gli interventi nel Mantovano Contestate gravi irregolarità delle procedure di gara e criticità nel progetto

BORETTO. «Gravi irregolarità delle procedure di gara», ma soprattutto criticità nel progetto che possono mettere a rischio l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori degli utenti che transiteranno sulla infrastruttura. Sono queste, in sintesi, le motivazioni contenute nel ricorso al Tar che l’associazione temporanea di imprese (Ati) Consorzio stabile Consfer, Fondamenta srl e la borettese Flumar srl ha presentato contro l’assegnazione dei lavori di riqualificazione del ponte di San Benedetto ...

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BORETTO. «Gravi irregolarità delle procedure di gara», ma soprattutto criticità nel progetto che possono mettere a rischio l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori degli utenti che transiteranno sulla infrastruttura. Sono queste, in sintesi, le motivazioni contenute nel ricorso al Tar che l’associazione temporanea di imprese (Ati) Consorzio stabile Consfer, Fondamenta srl e la borettese Flumar srl ha presentato contro l’assegnazione dei lavori di riqualificazione del ponte di San Benedetto Po. L’aggiudicazione definitiva è stata fatta dalla Provincia di Mantova il 5 maggio scorso. La procedura della gara da 33,4 milioni di euro e riguarda la sostituzione con due nuove campate della parte centrale dell’attuale manufatto che attraversa il Po fra Bagnolo San Vito e San Benedetto, nel Mantovano, si è conclusa affidando l’opera all’Ati Toto costruzioni di Chieti e gruppo Vezzola di Brescia, mentre Consfer-Flumar è giunta seconda. Il ricorso della perdente è stato affidato allo studio legale SLM& Partners di Roma e la Provincia si è costituita in giudizio l’altro ieri.

«Dall’analisi dell’andamento dell’appalto – spiegano all’Ati – vi sono gravi irregolarità nella procedura che mettono in discussione la necessaria terzietà ed imparzialità della Commissione di gara. Inoltre sono state rilevate gravi difformità e lacune tecniche che lo renderebbero inattuabile e non rispettoso della normativa in materia di sicurezza». In particolare sono tre i rilievi tecnici contenuti nel ricorso. Il primo riguarda la ciclabile che verrà costruita attraverso due passerelle che affiancheranno la sede stradale. «Le fondazioni della passerella – spiegano i ricorrrenti – sono posizionate esattamente sopra le pile del vecchio ponte, cosa impossibile. Inoltre in caso di massima piena il livello dell’acqua sarebbe a soli 25 centimetri dalla passerella, creando un inadeguato grado di sicurezza per il deflusso dei corpi galleggianti». Il secondo rilievo riguarda la banchina provvisoria che sarà costruita al posto dell’attuale cava ex Rondelli dove costruire a terra le due sezioni di ponte, mentre l’ultima questione è quella del varo dei due nuovi giganteschi impalcati. «È previsto di caricarle su pontoni galleggianti per portare in sede provvisoria – concludono i ricorrenti –. Ma non c’è la dimostrazione che ciò sia possibile in termini di navigabilità»