Agguato a Messori, solidarietà Arcigay

Rubiera, Nicolini: «Personaggio scomodo per le sue idee. Volevano intimorirlo? Non ci riusciranno». Indagini nell’Arma

RUBIERA. «Qualunque sia stato il motivo dell’aggressione, la violenza non si giustifica mai. Da quel poco che sappiamo su di lui, Davide Messori è un punto di riferimento morale della comunità rubierese. E se con questo agguato i responsabili pensavano di piegarlo, siamo certi che si rialzerà più forte di prima».

E’ questo il commento dell’Arcigay Reggio Emilia sul pestaggio di Davide Messori, il 50enne fotografo amatoriale che all’una della notte tra sabato e domenica, mentre attraversava il parco Andreoli, è stato colpito alle spalle da una o più persone con un corpo contundente: caduto e svenuto per qualche minuto, il 50enne si era diretto verso casa, salvo poi, vista la copiosa quantità di sangue persa, recarsi al pronto soccorso e sporgere denuncia ai carabinieri.

Le immagini di Messori ferito, scattate nell’immediatezza del fatto dalla stessa vittima e postate su Facebook, hanno provocato un’ondata di solidarietà, dovuta anche alla notorietà del personaggio, promotore di una pagina Facebook, “Rubiera... ultima fermata”.

Messori, dopo la visita del sindaco Emanuele Cavallaro, è stato giudicato guaribile con dieci giorni di prognosi, anche se ieri ha voluto tornare al lavoro. In giro per il paese, ieri, non si parlava d’altro. Mentre i carabinieri stanno visionando le telecamere di videosorveglianza di via Boccaccio, dalle quali potrebbero emergere elementi utili, resta misterioso il movente dell’agguato: la rapina sembra improbabile (la vittima non ricorda se aveva o meno 50 euro in tasca), mentre una frase contro i gay che il 50enne ha udito prima di ricevere il colpo in testa fa ipotizzare la pista omofoba.

Alberto Nicolini, segretario Arcigay Reggio Emilia, ha conosciuto Messori il 15 settembre 2015, in occasione del discusso dibattito anti-gay al cinema parrocchiale Excelsior, che provocò lo “sbattezzo” di Nicolini in segno di protesta. Nicolini ricorda: «Quella sera Messori era al cinema a fare le foto: non intervenne nel dibattito, ma il giorno dopo su Facebook sì, schierandosi dalla parte dei diritti degli omosessuali e dando del bigotto al relatore. Lui è così, ed è sempre stato coerente: quando, circa un anno fa, gli svaligiarono casa, e i concittadini sul web fecero commenti forcaioli e xenofobi su rom e stranieri, rispose “Non sappiamo chi è stato a rubare, e anche se è stato un nomade, lo ha fatto lui e non tutta la sua etnìa”».

Nicolini sottolinea che – anche se l’elemento potrebbe non essere collegato all’aggressione – si tratta di «un rompiscatole, una persona scomoda, che non ha timore a dissociarsi quando la gente fa ragionamenti qualunquisti. Un opinionista che, anche nel gestire le pagine Facebook, ha sempre tenuto il passo, imponendo dei paletti: non voglio che si offendano le persone, che si dicano sciocchezze, eccetera. Con il suo comportamento, mette in crisi chi ha certezze, e anche la maggioranza silenziosa che non prende posizione».

Nicolini sottolinea poi un altro aspetto: «Messori non è un militante Arcigay. E’ un sostenitore esterno, come tanti, che a Rubiera ha portato avanti con forza la nostra battaglia. Perciò lo ringraziamo». (am.p.)