La questione En.Cor discussa in Parlamento

Correggio: Spadoni (M5S) ha presentato un testo sull’ex municipalizzata Il Comune: «Gli amministratori non hanno mai voluto nascondere niente»

CORREGGIO. La questione En.Cor, l’ex municipalizzata produttrice di energia rinnovabile, ritorna a tenere banco. Questa volta il caso approda in Parlamento con un intervento della deputata del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni, la quale ha riassunto alcune tappe della vicenda En.Cor «per evitare che cali il silenzio sulla questione». Il filmato con le dichiarazioni di Maria Edera Spadoni durante tutta la giornata di ieri ha fatto il giro del web.

«L’En.Cor, ex municipalizzata del Comune, nata nel 2007 come fiore all’occhiello nel campo dell’energia rinnovabili, è costata più di quanto non abbia mai saputo produrre – ha esordito Spadoni –. Tutti sapevano ma nessuno ha mosso un dito fino a quando la situazione non è precipitata. Nel 2013 la società è stata ceduta a un gruppo svizzero. Appena in tempo perché il Pd potesse chiamarsi fuori dal suo fallimento avvenuto nel 2014. La En.Cor ha accumulato 30 milioni di euro di debito con le banche che hanno avviato da tempo un procedimento giudiziario. Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro, vogliamo che le responsabilità politiche al riguardo siano chiare e conclamate. Per questo – ha concluso Spadoni – con Gianluca Sassi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, faremo di tutto perchè si faccia luce sulle varie tappe della questione En.Cor».

L’ex municipalizzata è ritornata sotto i riflettori durante le scorse settimane: la En.Cor è approdata in consiglio comunale. La giunta ha infatti approvato il bilancio 2016/2018: nella nota integrativa l’amministrazione prende atto delle possibili conseguenze della vertenza avviata dalle tre banche creditrici nei suoi confronti. Proprio un anno fa, infatti, la Popolare di San Felice Sp, il Banco popolare la Bnl, che avevano concesso prestiti a En.Cor, garantiti dal Comune di Correggio, citarono in giudizio l'amministrazione per riavere i loro soldi: 29.280.055,02 euro. Si tratta di una somma molto alta riguardo alla quale il Comune ha dovuto prendere le precauzioni necessarie, in vista dell’arrivo delle sentenze, il cui pronunciamento è previsto entro l’anno e per cui c’è molta attesa.

La giunta, intanto, fa sapere che «nessuno, tra gli amministratori, ha mai voluto nascondere niente e il Comune ne ha sempre parlato rispondendo alle domande dei cittadini».