«Ci vuole al nord una coop edile»

Un “mandato” dato a Gualtieri. Il legale di Brescia: «Non c’è prova»

REGGIO EMILIA. Un altro “nodo” dell’udienza di ieri nell’aula bunker ha riguardato un incontro che sarebbe avvenuto fra il primo e il 3 luglio 2011 fra Antonio Gualtieri e Nicolino Grande Aracri.

Siamo – secondo quanto spiega in aula il maresciallo Marcello Cotza – a Cutro, nella tavernetta del capoclan. «In quell’occasione Nicolino Grande Aracri – entra nel merito il sottufficiale dei carabinieri – Nicolino Grande Aracri diede mandato a Gualtieri per formare un pool di cooperative edili al nord, per occuparsi poi di affari nel fotovoltaico, villaggi turistici e pale eoliche». L’investigatore chiarisce subito che «la cosa non verrà poi portata a termine», ma nel contempo aggiunge che ci avrebbero comunque provato «tanto è vero – sottolinea – che pochi giorni dopo, il 5 luglio 2011, viene organizzata una cena al ristorante Antichi Sapori (il locale, a Gaida, di proprietà della moglie dell’imprenditore-imputato Pasquale Brescia, ndr) cui parteciperanno Giuseppe Iaquinta e Alfonso Paolini» (oltre ad altri imprenditori edili non finiti nell’inchiesta Aemilia. Insomma, per l’accusa Grande Aracri è l’ideatore e Gualtieri il messaggero. Non è di questo parere l’avvocato Luigi Comberiati (difensore di Brescia) che chiede se vi siano intercettazioni sul cosiddetto «mandato» o se ci fosse qualche collegamento reale con la cena organizzata nel locale di Gaida. Per il maresciallo Cotza l’impianto accusatorio, a quell’epoca, si basava sulle indagini delle Dda di Bologna e Catanzaro, ma che da quanto ricorda non vi sarebbe il riscontro oggettivo. Solo una deduzione investigativa, quindi, che l’avvocato Comberiati commenta così con i cronisti: «Il collegamento non c’è!». (t.s.)