Il marito violento torna in carcere

L’ha deciso il magistrato di sorveglianza dopo l’evasione dagli arresti domiciliari

REGGIO EMILIA. E’ tornato in carcere il 41enne che giovedì è evaso dagli arresti domiciliari per poi appostarsi – ubriaco e con un martello in tasca – davanti al luogo di lavoro della moglie: da novembre la sta perseguitando e negli ultimi giorni le aveva telefonato, minacciandola di morte. Un’inquietante escalation coincisa con una prima misura restrittiva, cioè l’obbligo di non avvicinarsi alla donna, però violata il 19 novembre scorso e subito tramutata in arresti domiciliari, ma anche questa prescrizione non si è rivelata sufficiente. Venerdì il 41enne è tornato ai domiciliari (nell’abitazione del fratello, a Luzzara) su decisione del giudice Giovanni Ghini. Ma davanti ad un “quadro” simile ieri è intervenuto il magistrato di sorveglianza che ha aggravato la misura cautelare, rispedendo in cella l’uomo. Fra l’altro a dare l’allarme era stata la cognata (cioè la moglie del fratello) che non vedendo più in casa il 41enne ha temuto che potesse commettere qualcosa di grave contro la moglie o contro se stesso, si è precipitata dai carabinieri di Luzzara dando così l’allarme. Preoccupazioni della cognata risultate fondate, visto come sono poi andate le cose, mentre la moglie potrebbe aver sottovalutato le minacce ricevute il giorno precedente dal marito. Dopo quanto accaduto i parenti non hanno più dato la disponibilità ad accoglierlo nella loro casa di Luzzara. Lo scorso 8 novembre, al culmine di una lite, l’uomo aveva scagliato contro la moglie un ferro da stiro rovente, da qui l’arresto.

Ora è nei guai per evasione, minaccia aggravata e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. E’ difeso dall’avvocatessa Elisabetta Strumia.