Cittadini di Pieve in strada per fermare le prostitute

Reggio Emilia: da marzo alcune lucciole si sono spostate nella zona residenziale della via Emilia. Una residente: «Presidiamo le vie, ma appena rincasiamo arrivano le ragazze».

REGGIO EMILIA.Da settimane scendono in strada per presidiare il loro quartiere e ora chiedono alle istituzioni di aiutarli in questo compito. Un gruppo di cittadini di Pieve ha ingaggiato una partita a scacchi con le prostitute e gli sfruttatori che stanno tentando di colonizzare i luoghi dove vivono tante famiglie. «Alla sera usciamo e stiamo davanti casa – racconta una residente che preferisce non essere identificata – e gli sfruttatori ci controllano a distanza. Ci guardano, ci sfidano, aspettano che saliamo. Quando andiamo a dormire, dopo mezzanotte, allora arrivano le ragazze. Sono tre o quattro. Non sono di più perché le abbiamo fermate noi, facendo loro capire che questa è una zona residenziale».

Il fenomeno della prostituzione non è nuovo a Pieve. «Le ragazze ci sono sempre state, ma sulla via Emilia verso Parma, dopo la rotonda di via Guido Dorso – dice la residente – Da marzo invece ce le siamo trovate davanti alle nostre case, nel tratto fino a via Plauto e anche dopo, vicino alla chiesa di San Michele Arcangelo. Sappiamo che questo è un fenomeno che non si può evitare, ma chiediamo almeno che non si verifichi nei quartieri residenziali. Uscire alla sera per andare a prendere un gelato, magari con i bambini, o per farsi una passeggiata e trovarsi di fronte questa situazione di degrado non è certamente piacevole».

I residenti hanno anche iniziato a esporre uno striscione con la scritta “No alla prostituzione in questa zona”: un messaggio rivolto anche ai clienti. «Le ragazze si appartano vicino a un’abitazione privata – prosegue la residente – dove fanno anche i loro bisogni. E naturalmente non è una cosa che ci fa molto piacere. Alla mattina troviamo di tutto».

Oggi alcuni residenti si recheranno in questura per fare un esposto e chiedere una maggiore presenza. «La polizia fa il possibile e quando la chiamiamo si presenta. La polizia municipale invece ci ha detto che quella della prostituzione non è una questione di loro competenza e dunque non manda pattuglie. Come residenti chiediamo al sindaco un’ordinanza o comunque un impegno per evitare il fenomeno della prostituzione nei centri abitati. Al Comune chiediamo anche di illuminare il bellissimo parco di via Plauto, che alla sera è buio e i genitori non possono portarvi i loro bambini».

I cittadini di Pieve che stanno lottando contro l’invasione delle prostitute sono poco più di una decina. «Ci conosciamo e abbiamo deciso di fare qualcosa insieme. Servirebbe la partecipazione di più persone. Più siamo in questa battaglia e meglio è. Non capiamo nemmeno perché i residenti di altre zone di Reggio non abbiano combattuto contro questa presenza. Le istituzioni non devono lasciarci da soli perché non siamo cittadini di serie B e non dobbiamo subire problemi che in altre zone non si verificano».