Un premio a chi ha indagato su Brescello

Riconoscimento ai militari che hanno svolto gli accertamenti sul Comune, poi sciolto per mafia

REGGIO EMILIA. Un premio ai carabinieri che hanno indagato su Brescello. Ieri mattina il prefetto Raffaele Ruberto ha consegnato i riconoscimenti al capitano Dario Campanella comandante della Compagnia di Castelnovo Monti (uno dei tre membri della commissione d’accesso) al luogotenente Antonio Pirisi, comandante del Nucleo informativo, al maresciallo Giuseppe Milano, addetto al Nucleo investigativo, al brigadiere capo Andrea Fiumara ed all’appuntato scelto Stefano Manunta, addetti al Nucleo informativo.

I cinque militari si sono distinti per il grande lavoro investigativo su Brescello. Campanella come membro della commissione d’accesso, che in sei mesi ha passato al setaccio anni di vita amministrativa del Comune, gli altri per il ruolo di supporto svolto dal Nucleo informativo, che già prima che la commissione d’accesso si insediasse aveva svolto un’importante attività investigativa. I riscontri emersi da quel lavoro d’indagine hanno poi portato alla decisione del prefetto di chiedere al ministero dell’Interno lo scioglimento dell’ente locale per rischi di infiltrazioni mafiose. Nelle motivazioni del premio si legge che i cinque si sono distinti «per spiccato acume investigativo, elevato spirito di collaborazione e qualificata professionalità». L’attività d’indagine è durata dal giugno al dicembre 2015 e ha prodotto una grande mole di documenti.

Sempre ieri sono stati premiati il luogotenente Dario Testa, comandante del nucleo Radiomobile di Reggio, il maresciallo capo Cristian Gandolfi e l’appuntato scelto Arturo Pietro Macchione entrambi addetti al Nucleo investigativo per un’operazione antimafia (2012-2014 sul territorio nazionale); il brigadiere capo Antonio Visalli per aver dato un apporto decisivo alla cattura di un rapinatore nel suo ruolo di addetto alla centrale operativa (Bagnolo 2013); l’appuntato scelto Luca Biagio Casale e il carabiniere scelto Girolamo Di Caprio per la cattura di tre rapinatori a Bagnolo nel gennaio 2013; il maresciallo Rosario Calandrini Candeloro, il carabiniere scelto Leonzio Francesco Ingrosso e il carabiniere Francesco Pati per avere salvato un aspirante suicida nell’aprile di due anni fa a Correggio.