Marusi Guareschi finisce in cella per bancarotta

Sant’Ilario: diventa definitiva la condanna a 4 anni e 4 mesi. L’imprenditore arrestato e interdetto da qualsiasi impresa

SANT’ILARIO D’ENZA. Nuovi guai per Rodolfo Marusi Guareschi, 66 anni, l’imprenditore parmense da anni domicilio nella villa santilariese all’ingresso del paese, visibile dalla via Emilia per chi proviene da oltre Enza.

Nella mattinata dello scorso primo giugno gli agenti delle Squadre mobili di Reggio Emilia e Parma hanno tratto in arresto Marusi Guareschi per una vicenda di bancarotta fraudolenta commessa nel 2002 in provincia di Cagliari. La condanna (per entrambe le fattispecie di distrazione fondi e di occultamento delle scritture contabili) è diventata definitiva, e la polizia ha dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Cagliari: Guareschi, condotto nella casa circondariale di via Settembrini a Reggio, dovrà scontare una pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione. Nel medesimo provvedimento sono state applicate, per una durata di cinque anni, le pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di imprese commerciali, dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

Si tratta dell’ennesimo episodio giudiziario che vede al centro Marusi Guareschi, personaggio assurto agli onori delle cronache parecchie volte nell’ultimo quindicennio: anni fa fondò la Repubblica della Terra, un’entità sovrannazionale poi rimasta al solo stadio di progetto, arrivando a coniare una propria moneta, il Dhana. Nel 2011 chiese il sequestro conservativo di tutti i beni intestati all’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che, a suo dire, lo aveva danneggiato in conseguenza del caso Ruby Rubacuori. Lo scorso settembre era fallita la Maguro Spa, società finanziaria riconducibile al 66enne, con un debito di 137 milioni di euro con il fisco.

Di Marusi Guareschi e della sua girandola di società si erano occupati più volte i media nazionali, da “Striscia la notizia”, il programma su Canale5 di Antonio Ricci, fino ad Gian Antonio Stella, inviato del Corriere della Sera, che lo aveva descritto come un personaggio pittoresco. Ma all’epoca le traversie con la giustizia erano ancora di là da venire.