Lindo Ferretti «La nuova giunta difenda la montagna»

Il cantante e scrittore si schiera a favore di Bargiacchi sindaco ed Enrico Ferretti alla municipalità di Collagna

VENTASSO. «Cosa mi aspetto da Ventasso? Mi aspetto che esista, che sia una barriera a difesa degli interessi della montagna e della sua gente». Aspettative legittime ma, specialmente la seconda, parecchio impegnative, quelle che Giovanni Lindo Ferretti pone nel nascituro Comune di Ventasso.

Nel 2015 il cantante e scrittore, da anni tornato a vivere nella sua Cerreto Alpi, si era schierato a favore della fusione. Adesso, completato l’iter, si va a votare per la prima volta per Ventasso: «Ci si poteva scommettere: gli equilibri politici esistenti sarebbero stati travolti, di necessità. Siamo al dunque. A spoglio terminato sapremo dove si posiziona il punto zero di Ventasso: verso la città, le decisioni di un direttivo/direttorio, lo status quo, o la montagna, il risultato di una raccolta firme che ha scompigliato le carte in tavola».

Ferretti vive nel crinale, nella zona più lontana e spopolata. E proprio per queste aree il nuovo Comune potrà essere cruciale: «È proprio per noi, i più lontani comunque da tutto, che fa la differenza essere Ventasso, in proprio, o la periferia di qualcos'altro. Fa grande differenza essere interlocutore indispensabile o esecutori succubi, perché frazionati, delle progettualità del Parco. Fa la differenza sulla carta geografica, e la geografia è Potere».

Uno dei grandi interrogativi per il futuro è proprio quello di questi piccoli borghi. «Ma io chiedo: questa economia, questa società, questa civiltà, quanto e quale futuro hanno? Forse non siamo noi quelli messi peggio. Comunque questa è casa nostra e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonarla. Il presente ci basta, il futuro è nelle mani di Dio. E nascono i bimbi, pochi ma nascono, e questo è indispensabile. Non ci spaventa essere pochi, dobbiamo piuttosto attrezzarci per farne un punto di forza».

Un punto di forza, questi numeri ridotti, fors’anche per sviluppare cultura: «Non solo si può, ma si deve fare cultura, ne va della nostra sopravvivenza ma non tocca ai Comuni, alle Istituzioni, che possono solo agevolare o restringere gli spazi in cui la cultura vive. Nient'altro. La cultura è un affare degli uomini e delle donne, non delle burocrazie e tantomeno in montagna, che è oggi uno dei luoghi privilegiati per conservare,rigenerare, tramandare una cultura umanistica: delle persone per le persone. Altrove la cultura è già un problema di algoritmi e di fruizione massificata. Altri ritmi, altri problemi».

Al voto si è arrivati dopo una strana campagna elettorale, vissuta nelle fratture nate nel Pd. In un primo momento dovevano essere primarie fra gli attuali sfidanti alla carica di sindaco Antonio Manari e Paolo Bargiacchi. In un secondo momento si è trovato l’accordo nel Partito democratico per Manari unico candidato. Dopo di che, una richiesta di fare ugualmente le primarie sottoscritta da molti residenti non è passata, e Bargiacchi ha deciso di candidarsi in alternativa al Pd, formazione che raccoglie gli eredi di Pci e Dc, da sempre i partiti egemoni in montagna.

«Che Ventasso, solo per esistere in quanto idea, possibilità, abbia scompigliato un sistema inespugnabile mi pare novità di non poco conto – punge Ferretti pensando a questi mesi di contrasti e polemiche –. Stando così le cose, il nuovo non poteva che nascere all'interno del Pd, all'esterno e con difficoltà si poteva tutt'al più assemblare una lista di testimonianza, anti tutto».

Giovanni Lindo Ferretti parla di «nuovo». E per lui il «nuovo» è Paolo Bargiacchi: «Io voto e auspico si voti Bargiacchi sindaco ed Enrico Ferretti alla municipalità di Collagna cui appartengo. Poi ognuno farà quello che crede, e da lunedì 6 giugno avremo un nuovo sindaco, una giunta, e comincerà un nuovo capitolo della vita sui nostri monti».

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