Inseguiti a nuoto dai carabinieri, 2 arresti

Reggiolo, la carpenteria “Galli” presa di mira dalla banda del rame: i militari catturano i ladri in un campo di mais

REGGIOLO. Brillante operazione dei carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Guastalla, coadiuvato dai colleghi delle stazioni di Reggiolo e Novellara. Mercoledì i carabinieri hanno infatti inseguito a nuoto e catturato due dei tre componenti di una banda dedita al furto di rame. I militari dell’Arma hanno tratto in arresto Gevdo e Gepi Halilovic, rispettivamente di 20 e 25 anni, il primo residente a Sant’Angelo Lomellina (Pavia) e il secondo a Genova. Il terzo complice, con funzione di “palo”, è riuscito a fuggire, ma la sua latitanza potrebbe avere le ore contate, visto che i carabinieri sono sulle sue tracce.

I malviventi, per aprirsi la fuga ed impedire ai militari di inseguirli, prima hanno lanciato pietre e poi, a nuoto, hanno raggiunto la sponda opposta di un grosso canale di irrigazione. Infine si sono nascosti in un grandissimo campo di mais. Tuttavia, gli stratagemmi utilizzati dai ladri di “oro rosso” non sono bastati per impedire la loro cattura. Un carabiniere, infatti, si è gettato nel canale inseguendo a nuoto i malviventi mentre i colleghi dell’equipaggio del Nucleo radiomobile della Compagnia di Guastalla hanno aggirato il corso d’acqua per sorprendere la banda nel fitto campo di mais dove i ladri in fuga cercavano inutilmente di nascondersi.

Tutto è partito dalla segnalazione al 112 di un cittadino che aveva visto tre giovani scavalcare la recinzione della carpenteria “Galli” di via Caboto 18, nella zona industriale “Ranaro” di Reggiolo. All’esterno dell’azienda presa di mira, i militari hanno trovato un autocarro vuoto con i tipici strumenti usati per lo scasso. I tre giovani probabilmente avevano intenzione di caricare il rame sul camion, dopo averlo rubato all’interno dalla carpenteria.

Sul posto è stata inviata una pattuglia del Nucleo radiomobile, che all’arrivo si è subito imbattuta nel “palo”. Quest’ultimo ha cercato di fermare i militari lanciando loro delle grosse pietre. Nel frattempo ha allertato i complici, che erano entrati in azienda per compiere il furto. I tre sono poi fuggiti a piedi.

Ne è scaturito un inseguimento a piedi proseguito per alcuni chilometri, sino a quando i tre ladri si sono gettati in un canale di irrigazione – contando in questo modo di far desistere i carabinieri – e a nuoto hanno raggiunto la sponda opposta per proseguire la fuga. Grazie ad un mix di coraggio e intuito i carabinieri, dopo essere arrivati nei pressi di in un grande campo di mais mentre il loro collega inseguiva i malvibenti a nuoto, sono riusciti a scovare due dei tre fuggitivi, poi bloccati e arrestati.

Con le accuse di tentato furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di strumenti utilizzabili per lo scasso e, per uno dei due, anche false dichiarazioni sulla propria identità personale, i carabinieri hanno arrestato il 20enne Gevdo Halilovic e il 25enne Gepi Halilovic: entrambi sono ora a disposizione della dottoressa Giulia Stignani della Procura reggiana, titolare dell’inchiesta.

Un terzo complice, che svolgeva funzioni di “palo”, è riuscito a dileguarsi ed è tuttora attivamente ricercato dai carabinieri di Guastalla nelle campagne della Bassa reggiana, dove si sospetta possa essersi nascosto.

Durante le fasi di identificazione Gevdo Halilovic ha tentato di fornire false generalità, ma i carabinieri, sulla base di foto segnaletiche, non hanno bevuto la storiella. Per questo motivo Halilovic è stato accusato anche del reato di false generalità. E mentre continua la caccia al terzo complice, i due arrestati oggi compariranno in un’aula del tribunale di Reggio Emilia, davanti al gip, per rispondere delle accuse loro contestate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA