Ancora minacce a Catia Silva

Brescello: nel mirino del procuratore Grandinetti i post su Facebook di un 26enne

BRESCELLO. Ancora minacce alla leghista Catia Silva e il caso – seguito direttamente dal procuratore capo Giorgio Grandinetti – approderà fra breve in tribunale a Reggio.

Nel mirino della procura è finito il brescellese 26enne Luca Savio – che ora vive a Viadana (Mantova) – accusato di minacce, diffamazione, ingiurie (attraverso chat e post su Facebook). Nel caso della diffamazione la procura si riferisce a messaggi postati sul profilo pubblico dell’ex consigliere comunale leghista il 2 aprile dell’anno scorso. Un profilo a cui sono abilitate all’accesso 1.514 persone. Scritti che per la procura offendono la reputazione della leghista: «Parli tu che sei sporca come la rumenta e porti a casa da mangiare facendo l’opposizione da anni perché per il resto non sai fare altro»; «Hai cercato solo consensi elettorali infamando la comunità calabrese che abita a Brescello»; «Continuerò a pensare che cerchi di lucrare sulle disgrazie della società». Sempre secondo il procuratore, il giorno successivo (3 aprile 2015) erano apparsi messaggi ingiuriosi ma sul profilo privato della Silva («Non ti caga neanche la mafia»; «Oh, bella di notte»; «A Brescello tu sei una poverina, nessuno ti ha cagato»). Infine le minacce tratte sempre da Facebook che l’accusa indica come «inquietanti concatenazioni».

L’inchiesta del numero uno della procura si era conclusa con un decreto penale di condanna, a cui Savio (attraverso i suoi legali Luisa Tosi e Lorenzo Isoppo) ha replicato facendo opposizione, per poi optare al rito abbreviato. A breve, quindi, la vicenda approderà davanti al gup. La Gazzetta ha contattato i legali di entrambe le parti in causa, riuscendo a parlare solo con l’avvocato Gabriele Pignagnoli che rappresenta la Silva costituitasi parte civile: «Non capiamo tanto accanimento. Comunque qualunque somma risarcitoria sarà devoluta in beneficenza al gruppo modenese del movimento delle Agende rosse».(t.s.)