Il paese si è fermato per l’addio a Jessica

Negozi chiusi e listati a lutto, oltre mille persone ai funerali. Le commoventi parole del parroco sul significato dell’amore

BAGNOLO. Un paese intero che si è fermato per rendere onore a una giovane donna morta troppo presto e in un modo ingiusto. Ma non solo. Tante, tantissime persone, circa un migliaio, sono arrivate da fuori Bagnolo per rendere omaggio e salutare per l’ultima volta una mamma, una professionista, un’amica amata da tutte le persone con cui si rapportava.

Il tempo è sembrato come sospeso durante il funerale di Jessica Cerlini, originaria di Castellarano ma residente a Bagnolo, deceduta mentre stava dando alla luce il piccolo Cristian Jeky. Avrebbe compiuto 34 anni il prossimo 8 luglio, Jessica, ma nella sala parto dell’ospedale di Guastalla è avvenuta la peggiore delle tragedie: quello che avrebbe dovuto essere un momento di gioia per la nascita di un altro maschietto dopo il primogenito Alex, si è trasformato in una vicenda dall’epilogo terribile.

La donna è morta per ragioni che appaiono ancora inspiegabili e proprio per fare luce sulle cause del decesso è stata aperta un’inchiesta. Ieri mattina, tra negozi listati a lutto in segno di rispetto, amici e conoscenti in lacrime, il marito di Jessica, Massimiliano Tirabassi, il papà Massimo, le sorelle Sonia e Alessia, la nonna Giuseppina, i suoceri Renzo e Antonietta hanno accompagnato la bara bianca nella chiesa di San Francesco da Paola per l’ultimo saluto.

In tanti, sul sagrato e tra i banchi, si chiedevano, increduli, pietrificati e affranti dallo sconforto, come si fa a morire di parto oggi, nel ventunesimo secolo, un’epoca in cui l’avanguardia nel campo della medicina ha sconfitto tante malattie. Come si fa a perdere la vita mentre la si sta dando a qualcuno di piccolino in attesa di venire al mondo. Se lo chiedevano anche i tanti volontari della Croce Rossa di Castellarano, di cui fa parte Massimo Cerlini, papà di Jessica e le amiche del centro estetico Beauty Paradise di Bagnolo, gestito dalla 33enne. Poi, quando la bara ha solcato il sagrato, è calato il silenzio in ossequio a questa mamma che amava il bianco e il viola.

Questi i suoi colori preferiti, di cui erano colorati i fiori che hanno accompagnato Jessica in quest’ultimo viaggio, lungo le navate della stessa chiesa in cui soltanto poco tempo fa è stato battezzato il piccolo Alex. Durante l’omelia don Daniele Gianotti, che ha celebrato la triste funzione insieme a don Massimiliano Giovannini, ha ricordato l’esempio biblico di Rachele, che morì mentre stava dando alla luce Beniamino. Un esempio struggente, così come le parole impresse nel ricordino donato ai partecipanti al rito funebre che i partecipanti tenevano ben saldo tra le mani: “Hai insegnato agli altri e a me il vero significato della parola amore, dei veri valori della famiglia” – si legge dietro la foto di Jessica – “Eri disponibile con tutti e la luce che emanavano i tuoi occhi trasmetteva bontà e serenità immensa. L’amore vero può toccare una volta e rimanere per tutta la vita, il nostro non finirà mai e ne resterò aggrappato, vicino, lontano ovunque tu sia. Staremo per sempre insieme e rimarrai un ricordo indelebile nel cuore delle persone che ti hanno conosciuto”.