Da vecchie stazioni a luoghi solidali

Firmato un accordo tra Comune e Fer per la riqualificazione Interessati 5 immobili: in Gardenia sarà aperto un emporio

REGGIO EMILIA. Da vecchie stazioni dismesse, ricettacolo di occupazioni abusive e vandalismi, a immobili recuperati a scopi benefici a servizio dei quartieri: è quanto stabilisce l’accordo quadro di programma firmato ieri tra Comune e Fer, che ha dato il via alla convenzione sperimentale (durata fino a fine 2019) e alla mappatura degli edifici disponibili per interventi di riuso sociale. La rivoluzione elettrificata della rotaia, e la centralizzazione del controllo a Bologna, hanno disseminato sul territorio regionale fabbricati dimenticati e negletti; ora le ex stazioni che si trovano nel perimetro cittadino, ha spiegato il direttore generale Fer Stefano Masola, saranno concesse in comodato d’uso al Comune, che non pagherà l’affitto ma dovrà provvedere alla manutenzione. La mappa degli scali è in corso di costruzione, ma una prima ricognizione ha permesso di individuare le costruzioni di via Cugini in zona Acque Chiare, Santa Croce, via Emilia Ospizio, Pieve Modolena e Santo Stefano nel quartiere Gardenia. Una destinazione definita al momento esiste solo per quest’ultima: a Santo Stefano nascerà un emporio solidale gestito da diverse associazioni (Caritas, Auser, Protezione civile Città del Tricolore, Papa Giovanni XXIII, Distretto di Economia Solidale, Centro prevenzione sociale, Servire l’Uomo, Solidarietà, capofila DarVoce), al quale si sta lavorando da un anno e mezzo e che ha ricevuto un consistente contributo da parte della Fondazione Manodori. «L’ex sede Act di viale Trento e Trieste, di ampie dimensioni e con grandi potenzialità, diventerà un punto di riferimento per l’economia solidale - ha dichiarato l’assessore al Welfare e vicesindaco Matteo Sassi - non a caso guarda al popoloso quartiere Gardenia: la sfida è portare un emporio del genere in città». Per gli altri complessi, la finalità è tutta da costruire e l’amministrazione comunale rivolge un appello a «volontariato, terzo settore, comitati di cittadini o privati» affinché si facciano avanti con una manifestazione pubblica di interesse. Il Comune aiuterà i futuri gestori a reperire i fondi per riadattare gli stabili, intercettando bandi europei, nazionali e regionali. Purché, sottolinea Sassi, si tratti di «progetti di utilità sociale: la riqualificazione dev’essere non solo edilizia, ma anche civica e collettiva».