Mamma di 33 anni muore in sala parto, salvo il bambino

La tragedia è avvenuta questa notte all'ospedale di Guastalla: la vittima è Jessica Cerlini, un'estetista originaria di Castellarano e residente a Bagnolo, dove viveva con il marito e il primogenito di 4 anni.

GUASTALLA. Il suo bambino sta bene, ma lei è morta. La tragedia è avvenuta questa notte, intorno all'una, all'ospedale di Guastalla.

Jessica Cerlini, 33 anni, originaria di Castellarano ma da tempo residente a Bagnolo, dove gestiva un negozio di estetista, era arrivata all'ospedale già in fase di travaglio dopo una gravidanza senza particolari problemi. Qualcosa, però, è andato storto. Dopo due iniezioni per indurre il parto, dal momento che i termini della gravidanza erano scaduti da una decina di giorni, sono subentrate gravi complicazioni e la mamma è morta. Con un intervento d'urgenza, però, i medici sono riusciti a salvare il bambino. 

Dopo la nascita il piccolo, che è in buone condizioni di salute, è stato trasferito alla neonatologia dell'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Jessica lavorava come estetista e viveva a Bagnolo, dove aveva avviato un'attività in proprio, insieme al marito Massimiliano Tirabassi e al loro primogenito, Alex, di appena 4 anni. La notizia ha sprofondato nel dolore, oltre ai familiari, le intere comunità di Bagnolo e Castellarano, dove Jessica era molto conosciuta e amata.

La direzione dell’azienda Usl, nell’esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia per la gravissima perdita, comunica che «la scorsa notte all’ospedale Civile di Guastalla si è verificato il decesso di una donna ricoverata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, le cui condizioni, in apparente benessere,  sono imprevedibilmente e improvvisamente diventate critiche durante le primissime fasi del travaglio per motivi che, ad una prima analisi, non paiono correlabili al parto. Si è trattato di un evento tragico che ha profondamente colpito e addolorato tutto il personale dell’ospedale. Sono stati messi in atto con grande tempestività sulla madre e sul bambino tutti gli interventi previsti in questi casi da parte dei sanitari intervenuti (ginecologo, ostetrica, anestesista, rianimatore, cardiologo, chirurgo, pediatra, infermieri). Mentre è risultato vano ogni intervento per salvare la vita della donna, il  taglio cesareo d’emergenza ha permesso di salvare il bambino. Le condizioni del neonato, trasferito con attivazione dello Sten (Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale) e attualmente ricoverato nel reparto di Neonatologia dell’ospedale di Reggio Emilia, non destano preoccupazioni. E’ stata attivata immediatamente, come da prassi, una valutazione interna del percorso clinico-assistenziale ed è stato richiesto un riscontro diagnostico per accertare le cause di questo evento così  drammatico».

Inoltre aggiunge: «In Emilia-Romagna e in Italia la mortalità materna per cause legate al parto è un evento estremamente raro, ma purtroppo  possibile (circa 1 caso ogni 10.000 parti), spesso associato ad eventi imprevedibili, improvvisi e non prevenibili. Negli ospedali reggiani delle due aziende sanitarie avvengono mediamente 5.000 parti all'anno».