Arena Grandi Eventi al Campovolo, gli incassi solo ai soci pubblici

L’Aeroporto incassa l’ok della Giunta comunale e diventa società per azioni: nuovo statuto, cambia il ruolo dei privati

REGGIO EMILIA. L’Aeroporto di Reggio Emilia si prepara a cambiare pelle, mutando la sua forma da società a responsabilità limitata (srl) a società per azioni (spa). Un’operazione che appare calibrata in funzione dell’Arena Grande Eventi al Campovolo, con i soci pubblici della partecipata che sin da ora tuttavia sbarrano la strada alla possibilità di dividere i futuri utili derivanti direttamente dall’Arena con i soci privati della nuova compagine societaria. È quanto emerge da un atto dirigenziale approvato dalla giunta del Comune, che detiene il 42% delle quote della partecipata. Altri soci sono la Provincia (17%), Camera di Commercio (31,74%) e i privati (9,70%), fra i quali Ascom Confcommercio, Cna, Reggiana Immobiliare e Confesercenti.

I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI. Un assetto societario su cui, in relazione al bilancio 2014, la Corte dei Conti non ha mancato di sollevare perplessità, rilevando nelle scorse settimane come il mantenimento delle quote da parte della Provincia non rispondesse ai fini istituzionali dell’ente. E sottolineando il fatto che la presenza nella partecipata di più amministratori che dipendenti preveda anche per il Comune la dismissione delle quote. O il passaggio ad un amministratore unico.

RIVOLUZIONE ALLE PORTE. Una situazione ora destinata a cambiare radicalmente, attraverso modifiche nello statuto societario. Nel documento approvato dalla giunta si ripercorrono tutte le tappe della partecipata, dalla sua nascita nel 1969 fino all’ottenimento da Enac della concessione totale, il 2 luglio scorso. Un passaggio arrivato dopo anni di perdite, quando per Aeroporto si profilava la chiusura, prima di un risanamento operato dopo il 2007 dall’attuale assessore al Bilancio, Francesco Notari, all’epoca presidente di Aeroporto. Dopo aver raggiunto un sostanziale pareggio nel 2013, la partecipata ha chiuso in rosso per 52.967 euro anche il 2014, risalendo la china nel 2015, con utili per 15.840 euro e ricavi in aumento per 85.333 euro. Il capitale sociale è di 2,3 milioni.

CONCESSIONE TOTALE. Ma, più che la situazione economica, è l’ottenimento della concessione totale del Campovolo a spianare ora la strada ad un cambio di pelle, funzionale al reperimento di nuovi mezzi finanziari e all’emissione di azioni e obbligazioni, ennesima tappa della rotta verso l’Arena. È in conseguenza della concessione totale che Aeroporto ha potuto stilare il bando per la gestione dell’area non operativa, vinto dall’associazione temporanea di impresa composta da Aliante e Coopservice. Una gara su cui è stato presentato un esposto da Alleanza Civica, alla quale Coopservice ha partecipato proprio in vista dell’Arena, di cui ha già depositato un progetto con il coinvolgimento di Claudio Maioli, manager di Ligabue. Il progetto è candidato per ottenere due milioni di euro di finanziamenti europei attraverso il Programma operativo regionale–Fondo europeo di sviluppo regionale (Por-Fesr): fondi che giocano un ruolo non indifferente non solo per la concreta fattibilità dell’Arena, ma anche nella futura trasformazione di Aeroporto in spa.

Campovolo, il manager di Ligabue "benedice" l'Arena

UN RUOLO NUOVO. Secondo quanto si legge nel documento approvato dalla giunta, la concessione totale comporta per Aeroporto l’aumento del «livello delle responsabilità connesse al potere decisionale»: una condizione che rende «opportuna la trasformazione omogenea della natura giuridica della società», per poter «utilizzare strumenti idonei a flessibilmente adattarsi alle opportunità e alle esigenze che di volta in volta possono derivare dalla titolarità di una concessione totale (quali, a mero titolo esemplificativo, possibilità di costituire patrimoni destinati)». Un patrimonio, che senza essere citato, sarebbe proprio l’Arena, realizzabile solo dopo un bando pubblico. E che, se portata a termine, vedrà i soci privati della spa fuori dalla spartizione diretta degli utili che deriveranno dai grandi eventi.

ECCO I CAVILLI. Un dettaglio di non poco conto, messo nero su bianco, nell’ambito di una diversificazione dei diritti di partecipazione tra soci pubblici e privati: «È necessario – si legge ancora nel documento – in considerazione della presenza nel capitale sociale di Aeroporto di Reggio Emilia s.r.l. di quote di partecipazione appartenenti a soci privati, da questi acquisite in assenza di previa procedura ad evidenza pubblica, prevedere, in sede di trasformazione, tramite la attribuzione di azioni con diritti diversi una diversificazione tra soci pubblici e soci privati dei diritti derivanti dal possesso di azioni della società, attribuendo ai soci privati una maggiore quota dell’utile ritratto dalla società e la postergazione in caso di perdita, ma escludendoli dalla partecipazione agli utili e agli incrementi rivenienti da iniziative imprenditoriali nelle quali siano confluiti contributi pubblici, utili e incrementi, questi ultimi, da riservare ai soli soci pubblici».

AZIONI, SERIE A E B. La diversificazione, secondo il testo, «è essenziale ai fini della partecipazione di Aeroporto a procedure per la assegnazione di contributi pubblici», anche nella «possibilità che beneficiario del contributo sia una forma di partenariato pubblico privato, essendo detta possibilità ordinariamente condizionata dal fatto che i partner privati vengano scelti dal pubblico sulla base di procedura ad evidenza pubblica». Proprio l’evidenza pubblica è «presupposto imprenscindibile affinché risorse pubbliche possano essere erogate in favore di operatori e comunque soggetti privati». Eventualità che prefigura la scenario per portare a casa l’Arena, su cui la cordata Coopservice - già vincitrice del contestato bando per l’area non operativa - appare in rampa di lancio.