«Nessun favoritismo sul bando per il Campovolo, per noi solo oneri»

Paolo Cervi, amministratore Aliante e responsabile FestaReggio: «C’è chi vede del marcio ovunque

REGGIO EMILIA. «Da gestori storici dell’area abbiamo dato risposte alla società Aeroporto quando ci sono state chieste informazioni. Ma in nessun modo abbiamo collaborato alla redazione del bando. Si fa fatica a dire che ci sono stati favoritismi». Così il sindaco di Campegine, Paolo Cervi, amministratore di Aliante e responsabile FestaReggio, respinge i sospetti sollevati da Alleanza Civica sul bando per l’area non operativa del Campovolo.

Cervi, per i civici il vincitore era già scritto.

«Non abbiamo in nessun modo collaborato alla stesura del bando. Se avessimo potuto scriverlo noi, lo avremmo fatto in modo molto diverso».

Ma alla fine avete partecipato solo voi. Non è strano per un’area su cui ci sono da sempre aspettative altissime?

«Non c’era grande interesse sull’area. Bisogna dire che, per fortuna, c’è stato un soggetto che si è preso la responsabilità di gestirla e mantenerla per il futuro. È un bando molto oneroso. E per i privati il rischio di impresa era alto. Anche nel Pd c’era chi non era favorevole a partecipare».

Si riferisce a Fiaccadori? C’è chi sostiene sia stato allontanato per questo motivo...

«Fiaccadori era dimissionario da tempo. E non possiamo che ringraziarlo per quanto fatto. Voleva fare altro. Non è stato allontanato».

Aliante ha un volume di attività di 170mila euro e utili sui duemila. Come sostenere il canone da 80mila euro?

«Il giro d’affari verrà ampliato affittando l’area per altri eventi. È chiaro che il costo deve essere coperto da altri eventi. Anche se per quest’anno ci accontentiamo di riuscire a portare utili con FestaReggio».

Che usufruirà dei tre giorni gratis previsti nel bando?

«Al contrario, avrà un carico maggiore nell’affitto, da 80 mila a 100 mila euro. Credo sia un bene che l’area sia gestita da chi non ha scopi di lucro, ma ha deciso di partecipare per il bene della comunità».

Non tutti la pensano così.

«Il bando non era per noi. Era malgrado noi. Chiaro che poi c’è sempre chi vuol vederci del marcio. Ma noi vogliamo fare semplicemente il bene della nostra comunità».