A Reggio Emilia il recupero della persona attraverso l'agricoltura

Il progetto portato avanti dalla cooperativa sociale La buona terra

REGGIO EMILIA Da giovani svantaggiati in cerca di occupazione a imprenditori agricoli. È l’obiettivo del progetto della cooperativa sociale La buona terra, nuova realtà del territorio reggiano che vuole puntare sull’agricoltura sociale per creare nuove opportunità lavorative per persone in difficoltà.

«L’agricoltura sociale è una pratica di sviluppo locale sostenibile dal punto di vista sociale, economico ed ecologico che in quanto parte dell’agricoltura multifunzionale può offrire un’ampia gamma di servizi finalizzati a perseguire il benessere della cittadinanza e rispondere a un più ampio bisogno di politiche di welfare – ha detto Tania Incerti, presidente della cooperativa –. Il nostro obiettivo è offrire a giovani in condizione di particolare disagio socio-economico una concreta possibilità di inserimento lavorativo, attraverso un percorso di crescita personale specializzato in un contesto formativo green ed ecosostenibile».

Obiettivo di La buona terra è realizzare uno spazio di orticoltura interamente biologico, riqualificando un’area agricola a Rivalta per commercializzare in filiera corta al pubblico prodotti stagionali a km zero e recuperare una grande varietà di ortaggi antichi. Il progetto è strutturato per accogliere otto giovani in condizioni di difficoltà personale, economica o lavorativa (persone con disabilità, richiedenti asilo, donne e uomini) che saranno formati e inseriti in cooperativa attraverso tirocini esperienziali da tre a sei mesi.

«Lo staff educativo si occuperà di creare percorsi individuali di autonomia personale, che porteranno i giovani candidati a diventare protagonisti del loro riscatto sociale, acquisendo le conoscenze necessarie per coltivare la terra e gestire un’impresa agricola», aggiunge la presidente.

L’inaugurazione è in programma per sabato 14 maggio alle 11 in via Sant’Ambrogio 22 a Rivalta. La giornata prevede la presentazione del progetto con interventi di Tania Incerti, Lino Orlandini (Cooperativa Madre Teresa), Adriano Tomba (segretario generale Fondazione Cattolica Assicurazioni), Riccardo Zucco (presidente del Rotary), Matteo Caramaschi (presidente di Unioncoop) e Matteo Sassi (vice sindaco). Alle 11.45 verrà posata la prima pianta, a seguire aperitivo a cura del laboratorio Mani in Pasta.

«Abbiamo scelto il nome La buona terra perché sull’insegnamento evangelico della parabola del seminatore vorremmo che questa nuova attività sociale portasse frutto in un’ottica di rinascita professionale e di sviluppo di un cammino per la piena autonomia di vita».