Lo Stato taglia i fondi e il Comune “lima” su personale e strade

Scandiano, dal ministero 230mila euro in meno del previsto Il sindaco: «Dovremo fare dei sacrifici per colmare il buco»

SCANDIANO. Un bilancio menomato, tranciato di oltre 200mila euro da una sgraditissima sorpresa ministeriale. Per alcuni Comuni del distretto ceramico è arrivato il momento di confrontarsi con l’assenza di una fetta considerevole di risorse programmate, venuta fuori a fine marzo quando il ministero delle Finanze ha pubblicato le proprie stime sui trasferimenti previsti per ogni singolo Comune italiano. E i conti non sono più tornati, perché gran parte degli enti locali aveva calcolato – usando una lunga serie di parametri e coefficienti – delle cifre in entrata poi smentite dal ministero, probabilmente per una differente valutazione di alcune delle tante varianti presenti.

In provincia di Reggio il “buco” è di 5.5 milioni di euro, e dopo il Comune capoluogo i due paesi più penalizzati sono Scandiano e Rubiera: fra le stime comunali e quelle ministeriali, la differenza in negativo era di 230mila euro per Scandiano e di circa 224mila euro per Rubiera. Una bella mazzata, soprattutto perché arrivata a una trentina di giorni dal termine ultimo per approvare i bilanci preventivi, con il timore forte che questi conti al ribasso fossero un modo per compensare le novità 2016, in particolare l’annunciata abolizione di Imu e Tasi per gran parte dei contribuenti.

Digerita la notizia, sono iniziate le grandi manovre per affrontare l’emergenza con le sue specificità. A Scandiano si è deciso di tagliare ulteriormente le spese: «Non avevamo ancora approvato il bilancio in giunta, e per quei Comuni che ancora non avevano fatto questo passaggio era obbligatorio adeguarsi alle stime ufficiali, quelle del ministero delle Finanze – spiega il sindaco Alessio Mammi –. Chi invece aveva già approvato tutto almeno in giunta ha potuto proseguire con le stime precedenti, ma credo che poi dovranno fare una variazione di bilancio nel primo periodo utile». Scandiano si è quindi trovato a dover fare nuovi tagli, con sacrifici inevitabili sulla macchina comunale per ridurre i costi di 230mila euro. Non sono stati toccati gli investimenti per le opere, ma si è agito sulla spesa corrente: «Abbiamo risparmiato molto sulle utenze elettriche, circa 80mila euro, grazie a un’innovazione partita nel 2014 che ci ha dato buoni risultati, e che ci permette di avere dei costi inferiori», continua Mammi. Un’altra voce penalizzata è quella del personale: «La voce di bilancio sul personale è stata ridotta di 100mila euro, comprensiva della capacità di assunzione, per quest’anno avremo 100mila euro per tutto quello che riguarda il personale, e soprattutto per le assunzioni». Per abbattere di altri 30mila euro il conto, si è scommesso sul bel tempo, e sulle spese per la pulizia della neve: «Per il 2016 rimangono ormai pochi mesi a rischio neve, novembre e dicembre, e già comunque avevamo risparmiato qualcosa perché quest’anno non è nevicato molto». Gli ultimi 20mila euro arrivano dalle spese generali, e così il nuovo bilancio ha trovato il suo nuovo assetto, pur sperando di avere – prima o poi – quei fondi: «Noi abbiamo già presentato le nostre posizioni al ministero, e se ci sarà la possibilità ovviamente chiederemo di avere la cifra mancante – spiega Mammi – il problema è che potrebbe passare un anno e mezzo e nel frattempo noi dobbiamo fare meno di queste risorse». Con questa sorpresa, anche i tempi di approvazione del bilancio stesso sono slittati parecchio in avanti, visto che il consiglio comunale per votarlo si terrà il 20 maggio. «La legge consente 20 giorni di tempo oltre la scadenza per approvare il bilancio, a patto che il bilancio stesso venga presentato in tempo utile. E noi lo faremo in questi giorni, poi andremo a maggio per votarlo», conclude Mammi.