Aemilia, oggi il processo rischia di troncarsi in due

La Corte potrebbe stralciare le posizioni di Sarcone e dei due fratelli Vertinelli Da sciogliere altri “nodi”: la competenza territoriale e le parti civili ammesse

REGGIO EMILIA. Si torna in aula con tante incognite per il processo per dibattimento Aemilia.

L'appuntamento è alle 9.30 nell'aula bunker nel cuore del palazzo di giustizia. La prima decisione che è attesa è quella sulla corte. Una settimana fa era stata la procura antimafia, con i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, a sollevare la questione, senza chiederne la ricusazione, dell'incompatibilità dei tre giudici – Cristina Beretti, Andrea Rat e il presidente Francesco Maria Caruso – a causa del loro precedente coinvolgimento nei procedimenti di sequestro dei beni che coinvolgono i fratelli Vertinelli e i fratelli Sarcone.

Tre le strade che possono essere imboccate sul delicato punto. La questione potrebbe comportare il cambio di tutti e tre i giudici, se da normativa si arriverà ad accertare una incompatibilità. Una seconda decisione potrebbe portare allo stralcio degli imputati (Gianluigi Sarcone, i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli ma anche posizioni connesse) invischiati nelle maxi misure di prevenzione sui beni milionari. Diversamente, si andrà avanti come da programma, con la Corte già al lavoro da marzo. Un altro punto è l'accoglimento o il rigetto, delle parti civili che hanno chiesto di costituirsi a processo. Tra queste, la maggior parte sono quelle che già erano comparse nel procedimento in abbreviato. Altre si sono aggiunte in questa fase: come il Comune di Parma, i Comuni della Bassa modenese e altri. Infine vi è il “nodo” dell’eccezione avanzata sulla legittimità territoriale su cui, tra gli altri, ha insistito l’avvocato difensore Carmen Pisanello, che ritiene competente il tribunale di Catanzaro.