Festa della mortadella a Salvaterra grazie al documento del 1556

Casalgrande: si terrà l’8 maggio a ricordo della scoperta del primissimo atto ufficiale in cui si parla del salume

CASALGRANDE. La mortadella è bolognese e nessuno intende metterlo in discussione, ma a Salvaterra tengono molto al loro “primato”, già presentato lo scorso anno all’Expo di Milano. Da una ricerca emerge infatti che la mortadella e le indicazioni per la sua produzione furono citate, per la prima volta, in un atto pubblico redatto proprio a Salvaterra nel 1556. E proprio nella frazione di Casalgrande si svolgerà, quest’anno, la prima edizione della festa della mortadella, in concomitanza con il 460° anniversario della stesura di quel documento storico. Sarà una giornata di cultura enogastronomica, fortemente voluta dall'amministrazione comunale, in collaborazione con le istituzioni nazionali, regionali e provinciali.

All’expo è stata presentata una ricerca storica del professor Roberto Gandini, che ha ritrovato nell'Archivio di Stato di Reggio Emilia un documento del XVI secolo: un inventario dei beni del reverendo don Gian Maria de Paninis, già cappellano della chiesa del San Salvatore di Salvaterra. È la prima volta in cui, in un atto pubblico reggiano, compare un insaccato di carne suina con la denominazione di mortadella, e sono indicati gli strumenti che servono per la sua produzione. Da qui il titolo della presentazione all’Esposizione Universale: "8 maggio 1556, fiocco rosa a Salvaterra di Casalgrande, un'importante tappa nella storia della mortadella".

La prima festa della mortadella si terrà domenica 8 maggio al Parco del Liofante di Salvaterra. Alle 11 la conferenza moderata dal professor Paolo Trevisi dell’Università di Bologna, con interventi del professor Roberto Gandini; del professor Umberto Di Raimo, dell’istituto alberghiero Motti, il quale si occuperà del “piacere delle tradizioni”; della senatrice Leana Pignedoli, vicepresidente della nona commissione Agricoltura e produzione alimentare del Senato. Porterà i saluti dell’amministrazione comunale il vicesindaco Marco Cassinadri.

Seguirà, alle 13, il pranzo con menù a base di mortadella preparato dallo chef Gianni D'Amato del ristorante Caffè Arte e Mestieri di Reggio Emilia e offerta dal salumificio Veroni di Correggio. Il costo è di 35 euro a testa, con prenotazione obbligatoria entro il 30 aprile. Nel pomeriggio, gnocco fritto e di nuovo mortadella per tutti grazie ai volontari del Parco del Liofante. Vi sarà anche l’animazione medievale con giochi e cultura a cura dei Falchi del Secchia, un campo d’arme funzionale e visitabile, dimostrazioni con la spada, musica e balli medioevali, giochi di abilità e destrezza. Il ricavato della manifestazione, che non sarebbe stata possibile senza la sinergia tra Pro loco, gruppo Falchi del Secchia, cooperativa ricreativa Parco del Liofante e allievi della Scuole alberghiera e di ristorazione Ial Serramazzoni, sarà devoluto alle scuole pubbliche e private di Salvaterra.

«L’idea di allestire la festa della mortadella – spiega Marco Cassinadri – è nata dal quel documento del 1556, ma anche dal fatto che quest’anno ricorre il 460° anniversario di quello scritto, che dal punto di vista storico è il documento più vecchio che abbiamo in merito alla mortadella. Tra l’altro, quest’anno l’8 maggio è una domenica, per anche il calendario ci viene incontro».

«L’obiettivo è ovviamente quello di riproporre la festa anno dopo anno – prosegue il vicesindaco di Casalgrande – e nella prima edizione avremo con noi anche diversi “addetti ai lavori”, dal momento che sarà una giornata all’insegna dei prodotti tipici e delle attività legate all’agricoltura».

Per informazioni e prenotazioni sulla prima edizione della festa della mortadella: telefono 0522 998570, mail r.mareggini@comune.casalgrande.re.it.

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