Evasione fiscale, sequestro da 4 milioni

Bloccati ditta edile, appartamenti, garage, gioielli, conti, titoli e automobili intestati a Carmine Cappa e ai suoi familiari

REGGIO EMILIA. Una maxi evasione fiscale da parte di una persona considerata pericolosa sul piano economico-finanziario, con relativo sequestro milionario di beni.

E’ su queste basi – attinte dall’articolo 1 del decreto legislativo 159/2011, codice antimafia – che per circa un anno si è sviluppata una clamorosa inchiesta della Guardia di finanza coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani ed illustrata ieri mattina nella caserma delle Fiamme Gialle in via Mazzini.

Nei guai è finito l’imprenditore Carmine Cappa, 74 anni, titolare del Consorzio artigiani muratori (Cam, con sede in via Dei Glicini 29): è originario di Cutro (Crotone), ma da molti anni risiede a Reggio.

I controlli dei finanzieri hanno prima verificato i suoi conti, scoprendo un reddito nascosto al Fisco di 5,5 milioni di euro.

Ha già ripagato allo Stato 1,2 milioni dovuti.

Sempre secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, l'imprenditore edile dichiarava una media di 15/20 mila euro l'anno, con punte da 30mila euro per alcune annualità: bassi redditi e con moglie (disoccupata) nonché figlio (avvocato) a carico, ma nonostante ciò è riuscito ad accumulare 4,4 milioni di euro, il che evidenzia per chi ha condotto le indagini una netta sperequazione fra i redditi dichiarati da Carmine Cappa (e dal suo nucleo familiare) ed il patrimonio agli stessi riconducibile.

Beni che, secondo gli accertamenti, sarebbero frutto della sua «sistematica attività di false fatturazioni».

Da qui gli ingenti sequestri disposti dal tribunale su proposta del pm Pantani, alla luce della citata norma del codice antimafia sulle “misure di prevenzioni patrimoniali nei confronti di soggetto connotato da pericolosità economico-finanziaria che per condotta e tenore di vita vive abitualmente con i proventi derivanti da delitti di natura economico-finanziaria”.

Imponente la mole di sequestri eseguiti dalla Finanza, a partire dalla ditta edile (la predetta Cam) per arrivare a 38 immobili (appartamenti, garage, uffici e posti auto) fra cui spiccano le due palazzine di lusso in via Assalini (al civico 27 e 29) di cinque piani che compongono un elegante complesso residenziale nella zona della Canalina.

Ma non è finita qui perché sono stati bloccati anche sei rapporti bancari, una polizza assicurativa, tre portafogli titoli, tre auto (una Mercedes, una Wolkswagen, una Smart) e una cassetta di sicurezza contenente degli oggetti preziosi. Sequestri effettuati a Reggio, Albinea e Milano.

Il figlio dell’imprenditore, cioè l’avvocato Claudio Cappa, contatto telefonicamente in studio a Reggio dalla Gazzetta , non ha voluto fare dichiarazioni.

Già nominato – come prevede la legge – l’amministratore dei beni sequestrati e il professionista avrà un mese di tempo per fornire una dettagliata relazione su quanto congelato dagli inquirenti.

A quel punto verrà fissata la data per la prima “tappa” del procedimento di fronte alla Corte.

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