«Un progetto per recuperare l’antica pieve»

San Polo: amministratori e studiosi al convegno sul millenario edificio di epoca prematildica

SAN POLO. «La grande storia è qui, racchiusa nella chiesa della Pieve (980) e deve essere salvata».

E’ la conclusione del convegno su “La Pieve di Caviano in territorio matildico”, organizzato dalla parrocchia di San Polo con il patrocinio del Comune, della Provincia e della fondazione Manodori.

I numerosi studiosi presenti hanno illustrato aspetti interessanti di questo edificio così ricco di arte e di storia, ritenuto dalla Soprintendenza “una delle più significative realizzazioni della produzione romanica in territorio reggiano”, chiusa al pubblico a causa dei cedimenti provocati dal terremoto del 20 maggio 2012.

I lavori sono stati aperti con i saluti di don Pellegrino Tognoni, parroco emerito, don Bogdan Rostkowski, parroco in carica, don Giovanni Costi, diocesi di Reggio e Mirca Carletti, sindaca di San Polo.

«Da anni il Comune di San Polo investe sulla valorizzazione dei luoghi storici – ha detto Mirca Carletti – ad esempio, con il marchio “Terre da vivere” e con l’inaugurazione del sentiero lungo il canale ducale costruito da Borso d’Este. Abbiamo sostenuto il progetto della parrocchia per la ristrutturazione della Pieve, presentato alla Manodori a firma congiunta. Nel cassetto c’è anche il progetto per la ristrutturazione delle vecchie mura del castello».

Dai relatori è emerso come la Pieve sia stata in piena epoca matildica in collegamento con la Francia e con la Germania, al centro del mondo di allora.

«Il fonte battesimale monolitico della Pieve è legato alla cultura tedesca come quello di Canossa. Nessun’altra vasca del nord Italia ha i quattro evagelisti scolpiti come quella della Pieve (ora ai Musei civici di Reggio). Tutti gli altri fonti battesimali hanno legami differenti – ha sottolineato Alessandro Garbasi.

A margine del convegno, Franco Bolondi, organizzatore dell’inziativa assieme a Luisa Ferrari, ha detto: «Speriamo di riprendere al più presto i lavori di restauro, soldi permettendo, stiamo cercando anche qualche strada in Europa».

Nella sala convegni dell’oratorio sono stati esposte una serie di fotografie della Pieve scattate dai fotografi del Fotogruppo 60 di Cavriago ed un quadro della pittrice sampolese Alessandra Binini raffigurante i santi Pietro e Paolo davanti alla Pieve di Caviano.

Il secondo giorno del convegno è stato dedicato alla visita guidata alla Pieve. Più di 200 persone hanno potuto ammirare l’interno dell’edificio e gli importanti lavori di restauro eseguiti negli anni passati.

Il convegno si è concluso con l’inaugurazione al cimitero di una stele dedicata a tutti i parroci che hanno svolto il loro ministero pastorale a San Polo. Gli atti del convegno saranno pubblicati in un libro che narra la storia della Pieve dalla sua fondazione fino al trasferimento della parrocchia in castello, e conterrà molte fotografie d’epoca e testimonianze di cinquanta sampolesi che hanno vissuto quando nella Pieve si celebravano liturgie e sacramenti. (d.s.)