Volontari ma organizzati nasce l’associazione Moca

Dal 6 maggio al 10 luglio collaboreranno agli eventi di Fotografia Europea Il presidente: «Organizzeremo anche altri eventi socio-culturali in città»

REGGIO EMILIA. Hanno dai 18 ai 37 anni. Vengono da Reggio e da altre parti d'Italia. E in comune hanno la passione per la fotografia e l'arte in genere: c'è chi è fotografo autodidatta, chi studia storia dell'arte, chi lavora come designer. Sono i volontari di Fotografia Europea che da poco si sono costituiti in un'associazione dal nome davvero originale: “Moca”, che sta per Movimento Organizzato di Cultura e Arte. Come ci spiega il presidente, Luca Costantini, «siamo un'associazione culturale formata da dodici ragazzi soci fondatori. Ci siamo conosciuti lo scorso anno, molti di noi si occupavano della guardiania a Palazzo da Mosto. È nata una bella amicizia e quest'anno abbiamo deciso di fare un passo in avanti costituendoci come associazione e aderendo a braccia aperte anche all'edizione 2016». I giovani volontari si inseriranno nell'organizzazione di visite guidate e di eventi che ruotano attorno alle sedi e alle mostre del festival 2016 dedicato a “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, in programma dal 6 maggio al 10 luglio.

Qualche giorno fa si sono incontrati alla biblioteca Panizzi, alla presenza di altri giovani e dello staff di Fotografia Europea. Giordano Gasparini, dirigente dei Servizi Culturali del Comune di Reggio e direttore della Panizzi, ha ringraziato personalmente i ragazzi di Moca. «Il vostro impegno per noi è molto importante - ha detto - e ci fa piacere che la vostra esperienza a Fotografia Europea sia stata positiva e che vi abbia spinto a formare questa nuova associazione pensata per valorizzare la cultura e l'arte. Davvero grazie».

Il presidente di Moca e altri giovani del gruppo - come Luca Gabbi, Cristina Scaruffi, Anna Cossu, Giulia Muratori - hanno poi parlato della loro esperienza di volontari a Fotografia Europea. «Ci ha dato la possibilità di conoscere di persona gli artisti, di entrare a stretto contatto con gli organizzatori. Di vedere quel che di solito non si vede. Insomma, di conoscere la macchina che sta dietro al festival che accende e anima la città».

Non è tutto. Con “Moca” intendono anche andare oltre Fotografia Europea. «Partiamo da questa manifestazione che ha una risonanza nazionale e internazionale - concludono - ma l'intento è di promuovere successivamente anche altri eventi socio culturali in città e non solo. Chiunque voglia aderire, è il benvenuto».