Susy Blady sarà Matilde di Canossa in un film-documentario

Un viaggio nei territori della contessa tra il Medioevo e i giorni nostri, dalla lotta tra chiesa e impero per le investiture allo scontro tra le multinazionali

CANOSSA. Susy Blady per raccontare Matilde di Canossa, fra marketing e medioevo. La conduttrice televisiva e attrice bolognese è la protagonista de “La Signora Matilde”, film-documentario dedicato alla Grancontessa, in via di lavorazione a Bologna, ideato dallo sceneggiatore e regista Marco Melluso e dal sound designer, sceneggiatore e regista Diego Schiavo assieme alla casa di produzione PopCult.

Non sarà un classico documentario, ma un viaggio a cavallo fra XI secolo e la contemporaneità, con la sua richiesta aggressiva di visibilità tutta infiocchettata con termini inglesi.

E non a caso nel film Syusy Blady è una docente di marketing che, partendo dalla sua aula, attraversa i domini matildici. Non sarà un viaggio breve, perché al suo apice i possedimenti della Grancontessa occupavano una larga fetta di Italia, da Brescia fino all’alto Lazio, lungo le vie per Roma. Per questo, fu un territorio importantissimo dal punto di vista strategico e militare, negli anni delle infinite lotte fra imperatore e pontefice per il dominio del continente.

I luoghi sono quelli noti, a partire dal territorio reggiano: Canossa, Bianello, Carpineti e Corte Bondanazzo di Reggiolo, dove la nobildonna morì nel 1115, quando la località si chiamava Bondeno di Roncore. Il giro è ovviamente più ampio e tocca anche l’abbazia di San Benedetto in Polirone e il palazzo dei Canossa a Verona. Tante tappe per un percorso storico che segna un parallelo fra due mondi distanti un millennio.

Un parallelo non così improbabile, tutto sommato. Nelle lezioni della professoressa Blady la lotta per le investiture diventa uno scontro tra multinazionali, con la SacroRomanoImpero Inc. opposta alla Papato Spa, mentre lo scacchiere di rocche matildiche si trasforma in un esperto di social media.

Non solo gli eventi vengono trasfigurati, ma anche le persone: i protagonisti medievali vengono trasformati in equivalenti contemporanei, gli intricatissimi rapporti famigliari e dinastici vengono riassunti in brevi video su Youtube, ad esempio. E gli scontri frontali passano dalle battaglie campali alla raccolta del maggior numero di fan su Facebook.

Il documentario è un prodotto innanzitutto televisivo, che però avrà in anteprima una sua distribuzione cinematografica nelle sale e ai festival. E non solo: «Daremo anche vita a forme di distribuzione indipendenti e non tradizionali – spiega Giusi Santoro di PopCult –. Ne promuoveremo, ad esempio, la diffusione in tutti i luoghi legati a Matilde di Canossa e organizzeremo speciali eventi per tutti coloro che hanno sostenuto e che sosterranno finanziariamente il progetto». Già, perché per restare in chiave contemporanea, si potrà aiutare il documentario con una sorta di crowdfunding, ovvero con la raccolta di fondi dal basso.

I produttori guardano prima di tutto a chi opera «nei territori matildici, soprattutto dell’Emilia Romagna, che in vario modo sono connessi al marchio Matilde di Canossa. Queste realtà, sia locali che nazionali, sono davvero numerose e hanno certamente tutto l’interesse a condividere con noi questo percorso, sostenendoci anche con piccoli contributi». Per tutti i dettagli sul film-documentario dedicato alla Grancontessa c’è il sito www.popcultdocs.com.

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