Consorzio di Bonifica, Coldiretti: «Voti dei morti? È una bufala pazzesca»

Dopo l’annullamento delle elezioni l’associazione a sostegno di “Bonifica e suolo” contrattacca: «Controlli illegittimi del comitato, è stato un caso di omonimia»

REGGIO EMILIA. «Una colossale bufala». La Coldiretti torna sulle elezioni del 13 dicembre scorso per il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, annullate per presunte irregolarità nell’utilizzo delle deleghe. E lo fa per sostenere che invece è stato tutto regolare e, quasi anticipando quella che sarà la sua tesi difensiva, sostenendo che non vi è stato alcun broglio.

Una posizione però non condivisa dalla Regione, che di fronte al risultato del controllo interno effettuato dal Comitato amministrativo del Consorzio, ha disposto la nomina di un commissario straordinario, il cui arrivo è previsto a breve.

Una decisione a fronte della quale Coldiretti ha a sua volta risposto con la presentazione alla Procura di una denuncia, affinché si indaghi su eventuali responsabilità nella gestione degli esiti del voto, sostenendo tra altro che «il Comitato Amministrativo non ha svolto il ruolo che gli compete per legge».

Una sorta di colpo su colpo tra la lista “Bonifica e Suolo”  sostenuta da Coldiretti e Lapam Confartigianato che ha vinto con uno scarto minimo sulla lista “Terr’acqua”, sostenuta invece un ampio schieramento che va dagli agricoltori, alle cooperative, ai commercianti, agli artigiani e agli industriali.

Ai presunti brogli emersi dopo il controllo interno, effettuato a seguito del ricorso presentato da alcuni consorziati, la Coldiretti replica sostenendo che si è trattato in alcuni casi di una «colossale bufala» e in altri casi di errori materiali, immediatamente sanati dai presidenti di seggi. Sotto accusa finisce soprattutto il Comitato amministrativo, accusato di aver compiuto atti - fra i quali la convocazione del consiglio per indire nuove elezioni – che «sono stati quantomeno discutibili».

La Coldiretti entra nel merito dei singoli rilievi. E, sul presunto voto di un defunto, sostiene che «si è trattato solamente di un caso di omonimia»: una persona viva e vegeta, che per errore ha firmato nella casella di una persona defunta che aveva il suo stesso nome. Così come non vi è stato alcun errore nel conteggio delle schede al seggio numero 10.

Inoltre secondo l’associazione il Comitato amministrativo avrebbe definiti anomali voti invece espressi correttamente. La Coldiretti infine a sostegno della propria tesi sottolinea anche che «il Comitato che ha deciso l'annullamento è composto in maggioranza da rappresentanti delle organizzazioni che hanno appoggiato la lista che ha perso le elezioni».