“Honey”, energia e dolcezza nella moda di Giulia Marani

La giovane stilista correggese ha presentato a Milano con Miss Goffetown la collezione per il prossimo inverno

MILANO. Tra charme rétro e contemporaneità con un tocco humor che fa la differenza. E’ stata presentata ieri a Milano, nello show room di via Fieno, “Honey”, la collezione autunno-inverno 2016/17 nata dalla felice collaborazione tra la stilista Giulia Marani e l’artista Fulvia Monguzzi, in arte Miss Goffetown. A mettere insieme il tutto, la curatrice Francesca Pergreffi.

Giulia Marani, classe ’84, correggese, figlia d’arte dello stilista internazionale Angelo Marani, è attratta dall’ironia, dall’ essenza delle forme, dal fascino dei dettagli e dalla sperimentazione. Fulvia Monguzzi, fondatrice e direttrice artistica di Spazio Meme a Carpi, è un’artista che nei suoi collages ricrea situazioni piene di humor, cogliendo i dettagli e sviluppandoli in maniera analitica, accostando i cartoncini ritagliati in maniera non simmetrica, apparentemente imprecisa, tipica del fatto a mano, pur mantenendo sempre un’atmosfera grafica. Come non potevano incontrarsi e non collaborare tra loro? Dal loro incontro è nata “Honey”, una collezione zuccherina, che strizza l’occhio allo charme retrò senza perdere di vista la contemporaneità della metropoli.

“Honey”, giocando con l’incontro tra il passato e il presente, è composta da capi dai toni che miscelano armonicamente la cremosità di colori soffici e spumosi e le scosse elettriche di incursioni fluo. Come ad esempio nella serie Trochilidae, la maglia in cachemire e seta color ciclamino con il colibrì rosso ad intarsio e il dettaglio fluo all’interno del collo.

Anche nella scelta dei motivi la collezione è un’affinità perfetta tra il sapore romantico retrò e la graffiante estetica pop. I motivi riprendono i collages di Miss Goffetown (colibrì, canarini, ananas, tigri) e vengono stampati e utilizzati come dei pois echeggiando l’estetica dell’oggettivazione seriale della Pop Art e il romanticismo bon ton. Il concetto di “intravedere” è ben radicato nella collezione: i capi stessi, sono realizzati con intarsi trasparenti, che lasciano supporre il “vedo non vedo”; i loro abbinamenti sono pensati per uno stile fatto di stratificazioni, dove gli abiti giocano a nascondino tra loro componendo look sofisticati.