Terzo furto al bar Genpy Svuotate le “slot machine”

Scandiano: i ladri hanno agito con rapidità impressionante nel centro di Arceto Dopo aver forzato una porta, sono fuggiti prima dell’arrivo dei carabinieri

SCANDIANO. La microcriminalità si scatena ancora sul territorio scandianese: questa volta è toccato ad Arceto. Nella notte tra lunedì e ieri, ignoti si sono introdotti all’interno del centralissimo Bar Genpy: con una rapidità impressionante, i malviventi hanno messo a segno un furto che peraltro riguarda uno tra i luoghi più conosciuti di Arceto. Attivo fin dagli anni ’80, in passato il Genpy era celebre per ospitare un club di simpatizzanti della Reggiana tra i più attivi in provincia: tanti ricordano infatti l’insegna “Club granata - Nico Facciolo”, chiaro riferimento al portiere veneto che ha militato nella Regia dall’85 all’87 e poi ancora dal 1988 al 1992.

Altri tempi, altre storie: da sei anni a questa parte, il locale è gestito dai coniugi di origine cinese Giulia e Hui Ping. «Purtroppo, anche stavolta il proverbio “non c'è due senza tre” si è rivelato veritiero – esordisce Giulia con amara ironia - Si tratta infatti del terzo furto che subiamo da quando lavoriamo qui al Genpy, e la rabbia e sempre più accompagnata dall'amarezza. Questa volta, i ladri si sono introdotti forzando una delle due porte d’ingresso che danno su piazza Pighini: per intenderci, sono entrati spaccando sul lato che guarda la Torre dell’orologio. Quanto al bottino, sono stati portati via un dispositivo cambiamonete e tre macchinette slot machine».

Il raid è avvenuto intorno alle 2 del mattino, e i coniugi sono stati prontamente avvertiti dall’allarme collegato con il telefono di casa: tuttavia, nemmeno questo avvertimento si è rivelato sufficiente per evitare il misfatto. «Non appena abbiamo ricevuto la segnalazione ci siamo subito recati sul posto – spiega Giulia – Noi le Forze dell’Ordine siamo accorsi in circa tre minuti, ma appena siamo arrivati non c’era più nessuno. Quindi, c’è motivo di pensare che il tutto sia avvenuto in tempi davvero ristrettissimi». Ora i coniugi stanno quantificando l’esatta entità del danno: «Il cambiamonete è nostro, così come ovviamente la porta da sistemare. Diverso il discorso per le slot, che non appartengono al bar ma alla società che ce le ha fornite. Ad ogni modo - conclude Giulia - permane una certa esasperazione per il ripetersi di questi fatti». Intanto i carabinieri di Scandiano hanno aperto le indagini a carico di ignoti, per il reato di furto aggravato.