Cattolici e ortodossi, stessa chiesa

Novellara: la scelta dell’ex sindaco ben prima dell’incontro tra papa e patriarca

NOVELLARA. Fra i tanti che nei giorni scorsi hanno salutato con soddisfazione l'incontro fra il papa dei cattolici e il patriarca degli ortodossi, a Cuba, c'è sicuramente anche Raul Daoli, ex sindaco di Novellara.

Correva l'anno 2008, molto prima dello storico abbraccio, quando una delegazione di agguerrite badanti dell'Est, di religione ortodossa, impegnate nelle famiglie novellaresi, si è presentata all'allora sindaco Daoli con la richiesta di un luogo di preghiera specifico anche per la loro piccola comunità. A Novellara c'erano già un'ampia sala dei Testimoni di Geova, una piccola moschea e un grande tempio sikh; quest'ultimo secondo in Europa solo a quello di Londra, inaugurato nel 2000 dal presidente della Commissione Europea Romano Prodi, mentre era sindaco Sergio Calzari. Ma gli ortodossi, in maggioranza donne, non avevano un posto per pregare.

Fra le otto chiese cattoliche presenti nel territorio novellarese, una, la chiesa del Popolo di via Cavour, è di proprietà del Comune, perché realizzata all'inizio del Settecento con risorse della Comunità e il contributo di vari privati; di recente restaurata, affidata alla parrocchia locale ma poco praticata.

Daoli prese a cuore la cosa e cercò un accordo con la diocesi e la parrocchia per un utilizzo della chiesa di via Cavour in condivisione fra cattolici e ortodossi: un accordo che andò facilmente in porto, diversi anni prima dello storico incontro. Da allora la chiesa del Popolo è dedicata alla Madonna della Neve per la Chiesa di Roma e alla Santa Trinità per la Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca; dove padre Ghenadie celebra i riti ortodossi il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Nell'ambito della lunga stagione di iniziative per la promozione della convivenza pacifica fra le varie religioni a Novellara, che ha richiamato l'attenzione di televisioni e giornali anche nazionali, con importanti riconoscimenti a livello europeo, non poteva mancare il più recentemente tempio indù. (v.a.)