Esposti sul Catasto, la procura ci ripensa

Le denunce dell’ex direttore Scalzulli erano state archiviate: dopo la denuncia di Bini sono nuovamente sotto la lente

REGGIO EMILIA. Gli esposti presentati dall'ex direttore del Catasto di Reggio Emilia, Potito Scalzulli, sono stati archiviati. Anche l’ultima integrazione presentata nel febbraio 2015 non ha condotto ad alcun sviluppo investigativo e poco tempo fa il fascicolo è stato chiuso dal pm Giacomo Forte.

La procura reggiana ha però deciso di valutare nuovamente il contenuto delle denunce dell’ex responsabile. Il procuratore Giorgio Grandinetti ritiene opportuno, alla luce di alcuni sviluppi recenti e delle conoscenze maturate successivamente alla presentazioni degli esposti, procedere a una nuova valutazione dei fatti oggetto delle segnalazioni di Scalzulli.

Il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini in un'intervista alla Gazzetta di Reggio ha suggerito di cercare le tracce di quando accaduto nella nostra provincia, nel periodo del sacco edilizio e dell’espansione incontrollata, al Catasto. Contestualmente a queste dichiarazioni di Bini è emerso che l'ex direttore Scalzulli aveva fatto almeno sette esposti, sostenendo che in quegli uffici c'era un andazzo per favorire sistematicamente alcune imprese edili.

Molto probabilmente l’ex presidente della Camera di Commercio sarà ascoltato in procura. «Anche se non potrò che riferire quanto ho saputo da altri - ha detto ieri Enrico Bini -. Naturalmente se verrò chiamato andrò».

Scalzulli aveva presentato il primo esposto nel 2010 e poi nel corso degli anni lo ha integrato, anche dopo essere andato in pensione e aver lasciato Reggio nel 2013. L'ex direttore ha denunciato, tra le altre cose, di essere stato vittima di pressioni e minacce, anche mediante lettere anonime dove veniva accusato di aver commesso dei reati. Per quelle accuse presentò anche una denuncia per diffamazione, che però non ha portato a individuare il responsabile.

L'ex dirigente è stato ascoltato più volte in procura e anche in prefettura. Per gli inquirenti però dal suo racconto non sono emersi elementi tali per poter avviare un'indagine penale, anche quando sono stati indicati fatti precisi.

Per l'ex direttore al Catasto c’era un vero e proprio sistema a vantaggio di alcune imprese che ottenevano facilmente udienza: uno stato di cose contro le quali Scalzulli ha detto di essersi battuto, subendo però pressioni dal basso e anche dall’alto da parte di superiori di Roma. Nelle denunce presentate in procura si parla anche di sparizione di alcuni documenti. Segnalazioni che ora, per scrupolo, verranno vagliate nuovamente e che potrebbero portare all’apertura di un nuovo fascicolo da parte del procuratore Grandinetti.