Officine, si cerca il progetto scomparso

Riatti (Archivio digitale Reggiane) svela l’esistenza di tavole dell’ingegner Piattelli pubblicate a puntate

REGGIO EMILIA. Non finisce di regalare sorprese la mostra Officine Reggiane Archivio storico-Capitolo 1 in corso allo Spazio Gerra. Proprio al Gerra, ieri pomeriggio, è stato presentato l’ultimo numero di RS-Ricerche Storiche nel quale ci si sofferma, con il saggio “La scintilla negli occhi” di Adriano Riatti, sulla vita dell'ingegnere delle Reggiane Fidia Yaakoov Piattelli, capo sezione progetti, arrivato a Reggio nel 1936. A parlarne lo stesso Adriano Riatti, dell'Archivio digitale Omi Reggiane-Unimore e Massimo Storchi, direttore di RS-Ricerche Storiche.

Tante e interessanti le vicende legate ala vita e alla professione di Fidia Yaakoov Piattelli contenute nel saggio e uscite dalla “lezione” di Riatti. A partire da un particolare fino ad ora sconosciuto ai più. Fidia, dopo il suo arrivo in Israele nel ’45 - racconta Riatti - continua a collaborare con riviste specializzate italiane proponendo, dopo l' esperienza del Veleggiatore da addestramento Pa 29 un nuovo progetto, il Pa 33 che veniva venduto a puntate sulla rivista L’Ala. Un progetto - ha aggiunto il relatore - fino ad ora introvabile e che sarebbe utile per poter assegnare una tesi di laurea ad uno studente di Ingegneria già da ora interessato.

Ed ecco che si torna a chiudere il cerchio di quel rapporto sempre più stretto che intercorre fra l’archivio delle Officine Reggiane e Unimore. Un rapporto che si deve in gran parte alle conoscenze e all’entusiasmo di Adriano Riatti. La prossima mission sarà proprio la caccia al progetto del Pa33 che potrebbe arricchire ulteriormente un archivio già importante.

Ieri, nel tracciare la storia di Fidia, a prevalere sono stati naturalmente i trascorsi reggiani. Fidia, nato a Roma il 15 dicembre 1907 da una delle più antiche famiglie ebraiche della città, dopo avere conseguito la laurea in ingegneria industriale, nel 1934 soggiornò in Inghilterra, per poi, nel 1936, trasferirsi negli stabilimenti Reggiane del gruppo Caproni in qualità di capo sezione progetti di massima. Fra il 1936 ed il 1937, come osservatore del Gruppo Caproni, compì numerose visite presso stabilimenti aeronautici in Europa e negli Usa; particolarmente importante la sua partecipazione in affiancamento all’ingegner Alessio alla visita di istruzione del dicembre del 1937 negli States. Alle Officine Reggiane, l'ingegner Piattelli studiò oltre venti progetti di aeroplani e fondò una scuola per aeromodellisti che ebbe numerosi allievi qualificati a partecipare a gare nazionali. “... che cosa lascio? Verranno altri ingegneri aeronautici… Ma forse ciò che rimarrà è quella scintilla che ho potuto accendere in molti occhi e che ho visto riflessa negli sguardi, sia che parlassi di aeronautica, di arte o di amore. Forse questa è l' eternità per l' uomo…”. Queste le parole di Fidia Piattelli che aprono il saggio di Riatti.