L'Emilia Romagna si conferma la regina dell'agroalimentare

La food valley ha il 32 per cento del fatturato nazionale, quasi tutto al Nord: l'82 per cento. Reggio c'è

REGGIO EMILIA. L’Emilia Romagna si conferma regina della cooperazione agroalimentare, secondo l’Osservatorio della cooperazione agricola italiana presentato ieri a Roma. Con 701 imprese (il 14% del totale nazionale) e soprattutto con un fatturato che nel 2013 ha superato i 13,1mld di euro, la regione detiene infatti il 36% del valore complessivo prodotto dalle 5mila cooperative del Paese.

Secondo lo studio realizzato da Nomisma per l’Osservatorio, istituito dal ministero delle Politiche agroalimentari e forestali e sostenuto dalle quattro Organizzazioni di rappresentanza delle cooperative dell’agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare ed Unicoop), le singole cooperative dell’Emilia Romagna producono un valore più che doppio rispetto a quelle nazionali; ogni impresa fattura infatti 18,7mln di euro, contro i 7,2mln della media italiana.

Nella top25 delle principali cooperative agroalimentari nazionali, ben 14 imprese sono emiliano-romagnole e concentrano il 51% del fatturato totale. Il primato dell’Emilia-Romagna emerge in tutti i principali settori cooperativi, in cui detiene quote di fatturato che oscillano dal 25% dei servizi al 30% del vino, al 40% dell’ortofrutta, al 41% del latte, fino al 43% della carni.

Al sostanziale equilibrio nella distribuzione geografica delle imprese cooperative (44% al Nord, 14% al Centro, 42% al Sud) non corrisponde egual misura nel fatturato, che attribuisce al Nord l’82% del valore, il 7% al Centro e l’11% al Sud. In particolare quattro regioni – Emilia-Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia – generano il 75% del fatturato di tutta la cooperazione associata, pur essendo localizzate nel loro territorio appena il 29% delle imprese totali.

La leadership nazionale (per fatturato) è saldamente detenuta dell’Emilia-Romagna con oltre 13 mld di euro; seguono il Veneto (6,8 mld), il Trentino Alto Adige (3,7 mld) e la Lombardia (3,6 mld). Più staccate Piemonte (1,1 mld), Sicilia (921 mln), Marche (874 mln) e Puglia (852 mln). La speciale classifica per regioni cambia se si guarda il numero di imprese: a comandare è la Sicilia (764 cooperative), seguita dall’Emilia Romagna (701) e da un’altra regione del Sud, la Puglia (430). Poi Veneto (317), Piemonte (297), Lombardia (273), Lazio (258) e Sardegna (250).