«La famiglia è composta da uomo e donna

II vescovo all’incontro con i media: «Sbagliato equipararla ad altre forme di relazioni affettive»

REGGIO EMILIA. «Equiparare la famiglia ad altre forme di relazioni affettive che, dico ad alta voce, tutte rispetto, non è un bene. Non sto parlando semplicemente di una prospettiva ecclesiale. Sto parlando di un bene per l'intera società e per il futuro dei nostri popoli». Questo un passaggio del discorso del vescovo di Reggio Massimo Camisasca, nel corso dell’incontro con i giornalisti dal titolo “Il bisogno di Dio e la cultura dell’incontro”, organizzato dalla Diocesi all’Università.

«Sono profondamente convinto che parlare della famiglia - ha detto il vescovo - non sia un discorso che guarda al passato, ma piuttosto al futuro. La famiglia intesa come incontro tra l'uomo e la donna che si assumono la responsabilità reciproca di portare assieme i pesi e le scoperte dell'esistenza, aperti alla possibilità della generazione e dell'educazione dei figli. La nostra Europa ha bisogno della famiglia. Le nostre società hanno bisogno della famiglia. Hanno bisogno di luoghi in cui i bambini possano nascere, trovare un padre e una madre, essere da loro introdotti alla vita e alla maturità».

Monsignor Camisasca ha poi citato il papa. «Anche papa Francesco, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale della Rota Romana, ha affermato che “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

L'indebolimento della famiglia, infatti, rappresenta la premessa dell'indebolimento della persona nella sua capacità di donarsi agli altri, di sacrificarsi, di superare creativamente le difficoltà, uscendo da una visione individualistica della vita.

Non stiamo forse assistendo alla vittoria di un progetto tecnocapitalistico che vuole esaltare l'individuo astratto e manipolabile? Sono convinto che la prima e fondamentale forma di sostegno alla vita della famiglia sono la testimonianza e il racconto della bellezza della vita familiare, di cui conosciamo certamente anche i drammi e le fatiche. Riconosco nello stesso tempo l'importanza di vivere questa testimonianza anche pubblicamente, come avverrà per esempio il prossimo 30 gennaio a Roma». Camisasca ha poi fatto riferimento a un discorso del cardinal Bagnasco. «tutti i vescovi italiani, assieme al loro presidente e al segretario generale, sono uniti e compatti nel difendere, promuovere e sostenere il patrimonio universale irripetibile che è la famiglia, grembo della vita, prima scuola di umanità, di relazioni, di dialogo, profondamente uniti insieme a tutto il popolo di Dio per prenderci cura sempre più e sempre meglio della famiglia».