Bonifica, il voto irregolare sul tavolo del Governo

Le parlamentari reggiane Pd Pignedoli e Incerti presentano due interrogazioni In Regione i consiglieri M5S chiedono di esaminare le elezioni di tutti i consorzi

REGGIO EMILIA. L’annullamento delle elezioni per il rinnovo del consiglio del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale arriverà sui tavoli del Governo e della Regione. Nel primo caso con un’interrogazione ai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, presentata dai parlamentari Pd, Leana Pignedoli e Antonella Incerti. Nel secondo, invece, con la richiesta di due consiglieri regionali M5s al presidente dell’Assemblea regionale di costituire una commissione d’inchiesta sulle elezioni che si sono svolte in tutti i consorzi di bonifica in regione.

Un epilogo prevedibile dopo i veleni che hanno accompagnato il contestato esito delle votazioni (che hanno registrato un’affluenza record di oltre 13 mila cittadini e nelle quali oltre duemila voti sono stati espressi per delega), chiuse con uno scarto tra le due liste di soli 191 voti. Il lavoro del Comitato di controllo interno all’ente (presieduto dal presidente uscente, Marino Zani, e terminato martedì scorso), ha scoperchiato un vaso di pandora fatto di irregolarità e di un uso scorretto delle deleghe, riscontrando che circa 350 voti sono stati espressi in maniera irregolare.

La conseguenza è ora l’arrivo di un commissario regionale che guiderà nei prossimi mesi il consorzio, in attesa di nuove elezioni. Le due parlamentari reggiane Leana Pignedoli e Antonella Incerti, insieme al collega Stefano Vaccari, preannunciando la presentazione di due interrogazioni, denunciano come «l’annullamento dei risultati segni una brutta pagina per il nostro territorio», aggiungendo che «sembra delinearsi un quadro costituito da diverse irregolarità, modalità scorrette e un uso improprio delle deleghe che sono un fatto grave e sconosciuto fino ad ora a Reggio».

Partendo da quanto avvenuto a Reggio, i parlamentari Pd sostengono che sia necessaria «una riforma del sistema delle bonifiche a partire dal sistema elettorale, che non contiene sufficienti strumenti di gestione e controllo per individuare modalità irregolari».

Da qui la richiesta di una «ricognizione generale del sistema, per verificare quanti consorzi di bonifica a livello nazionale siano in situazione critiche da un punto di vista gestionale e patrimoniale, per avviare un’ulteriore riforma e ripensare sistemi di governance adeguati ai compiti assegnati».

Per i due consiglieri regionali M5S, Andrea Bertani e Gianluca Sassi, invece, l’annullamento del voto «è l’occasione per fare chiarezza su tutte le votazioni avvenute negli enti di bonifica. L’andamento del voto nel Consorzio dell’ Emilia Centrale è comune a quello degli altri sette consorzi in Emilia Romagna e la Regione non può continuare a chiudere gli occhi».

Sulle irregolarità che hanno portato all’annullamento del voto è intervenuto anche il Pd reggiano con una nota del segretario provinciale, Andrea Costa, e del responsabile del settore economico Giacomo Bertani Pecorari. «Risulta evidente – sostengono – che qualcuno ha pensato solo a vincere, anche andando oltre le regole. I preoccupanti episodi verificatisi ai seggi non sono certo degni di una realtà civile e democratica come Reggio e le pressioni al seggio, l’uso illecito delle deleghe e il voto di persone decedute sono comportamenti gravissimi. Per questo attendiamo la pubblicazione degli atti perché siano note a tutti le responsabilità sull’inquinamento del voto».