C'è troppo caldo: i ricci non vanno in letargo, già soccorsi 60 esemplari in giro per le strade

San Polo: mai così tanti al centro di recupero in questo periodo dell’anno Chiapponi: «Continuano ad arrivare, vengono raccolti lungo le strade»

SAN POLO D’ENZA. Di solito, in questa fase dell’anno, i ricci sono nel bel mezzo del loro letargo stagionale. Ma in un inverno anomalo come questo – nella giornata di ieri la colonnina di mercurio è riuscita a superare i 12 gradi - succede che i piccoli mammiferi si trovino svegli e sconbussolati, ancora in giro per le strade.

Ne sanno qualcosa i volontari del Centro di recupero animali selvatici “Matildico” di Caverzana di San Polo, dove attualmente il numero di piccoli ospiti “pungenti” si aggira sulla sessantina. Tanti, come mai era capitato in questa fase dell’anno.

«Anche pochi giorni fa, ce ne hanno portato uno recuperato a Carpi (Modena). Ma tanti altri ne sono arrivati» confida Ivano Chiapponi, titolare della struttura che da qualche anno ormai si occupa degli animali selvatici del territorio, soccorrendoli in caso di emergenza e occupandosi con una valorosa squadra di volontari delle cure necessarie per arrivare alla loro successiva liberazione in natura.

«Lo scorso anno ne abbiamo liberati ben 250 dopo che li avevamo accuditi. Di solito in questo periodo abbiamo solo i cuccioli, che da soli faticherebbero a superare l’inverno. Invece quest’anno ne abbiamo tanti, tanti di più. Colpa di questo inverno troppo mite» spiega Chiapponi.

Già, perchè i ricci anche se in effetti ci provano ad andare in letargo come vorrebbe la loro natura, subiscono come tante altre specie i capricci di un clima caldo, decisamente troppo caldo per il periodo.

E allora, mentre ci stupiamo che sui prati sbocciano le margherite, dobbiamo sapere anche che i ricci si risvegliano e si mettono in marcia a caccia di cibo. Rischiando, però, di essere investiti dalle auto. O di rimanere intontiti a bordo strada, in balìa di un destino difficilmente positivo per loro.

«Così, ce li portano qui. Noi ci occupiamo di tenerli protetti e di dar loro da mangiare. Un bell’impegno con questi numeri» assicura Chiapponi.