Consorzio di Bonifica: elezioni nulle, tutto da rifare

Il Comitato, dopo avere riscontrato errori e irregolarità, passa la palla alla Regione che dovrà eleggere un commissario

REGGIO EMILIA. Sono state annullate le votazioni del 13 dicembre scorso per l’elezione del consiglio del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale. Adesso la palla passa alla Regione che nelle prossime settimane dovrà nominare un commissario in attesa di indire in tempi brevi nuove elezioni.

Troppi gli errori e le irregolarità riscontate dalla commissione interna chiamata a verificare la regolarità delle votazioni del 13 dicembre scorso e che avevano visto prevalere la lista Bonifica e Suolo guidata da Ugo Franceschini (e sostenuta da Coldiretti e Lapam) per 190 voti sulla lista TerrAcqua con candidato alla presidenza Roberta Rivi (sostenuta da Cia, Confagricoltura e tutte le altre associazioni da categoria).

La decisione che era nell’aria fin da quando sono iniziate le operazioni di verifica (avviate sulla base di un reclamo di quattro consorziati aderenti alla lista uscita sconfitta) è stata ufficializzata nel tardo pomeriggio di ieri sulla pagina facebook del Consorzio.

Dove si legge: “Nel pomeriggio di oggi (ieri ndr) si è riunito il Comitato Amministrativo del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale per decidere in merito al reclamo presentato da quattro consorziati sulla validità delle operazioni elettorali. Preso atto delle irregolarità verificatesi ai seggi elettorali, che sono successivamente emerse nel corso dei controlli eseguiti, il Comitato all’unanimità dei presenti (assente alla trattazione di questo punto il consigliere Filippo Gazza), ha disposto che, stante l’esigua differenza nei voti conseguiti tra i due schieramenti e il numero delle irregolarità riscontrate, non sussistono le condizioni per accertare i risultati delle elezioni. Conseguentemente non si sono realizzate le condizioni per procedere alla proclamazione degli eletti. A termini di statuto il Consorzio provvederà a breve alle comunicazioni di rito al Presidente della Giunta Regionale».

Tutto da rifare quindi proprio perché il numero dei voti ritenuti irregolari è stato ben superiore allo scarto di voti che separano le due liste, di fatto, rendendo impossibile la proclamazione di un vincitore. Dalle prime voci pare che alla fine siano stati oltre 350 i voti contestati e ritenuti nulli tra chi ha votato senza aver versato il contributo (come invece previsto dallo statuto) e chi ha utilizzato in modo errato e disinvolto le deleghe, a cui si aggiunge la presenza negli elenchi elettorali di persone nel frattempo decedute.

«La trasparenza, la correttezza e il rispetto delle regole - è stato il commento del candidato presidente della lista TerrAcqua Roberta Rivi - sono alla base di qualsiasi elezione e la decisione del Comitato conferma che dal controllo fatto some emerse irregolarità gravi».