Rastrellati e uccisi Il paese li onora

Castelnovo Monti: iniziativa di ricordo da parte dei giovani Posate le “pietre d’inciampo” per le 4 vittime del nazismo

CASTELNOVO MONTI. Catturati con l’inganno e la violenza, deportati sino in Germania, morti di stenti o uccisi per pura crudeltà. E d’ora innanzi ricordati davanti alle case dove hanno trascorso i loro ultimi giorni da uomini liberi.

Sabato Castelnovo Monti ha vissuto un’anticipazione della posa delle pietre d’inciampo che il 13 gennaio ricorderanno Inello Bezzi, Ugolino Simonazzi, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi, quattro abitanti morti in Germania nel 1945, dove erano finiti come schiavi dopo il grande rastrellamento dell’ottobre 1944 nell’appennino reggiano. Bezzi, Zuccolini e Toschi sono deceduti al campo di lavoro di Kahla in Turingia, in un’enorme fabbrica di aerei da guerra; Simonazzi, invece, era stato deportato al campo di Brandeburg-Havel, non lontano da Berlino. Le pietre d’inciampo sono un’opera d’arte collettiva ideata dal tedesco Gunther Demnig per ricordare persone uccise dal nazismo nell’ultimo luogo in cui hanno vissuto liberamente.

Ogni pietra è formata da una piccola targa in ottone, di 10 cm per 10 cm, murata nel fondo stradale con un piccolo rialzo, così da far inciampare chi vi cammina sopra; piegandosi per capire di cosa si tratta, potrà conoscere la storia di una vittima del nazismo.

A Reggio le prime pose sono arrivate nel gennaio 2015 grazie a Istoreco, che nel 2016 replicherà mercoledì 13 gennaio alla presenza di Demnig. Sabato mattina è stata fatta una sorta di prova generale, una camminata davanti alle quattro case in compagnia degli studenti che hanno ricostruito le storie dei loro ex concittadini e dei parenti degli scomparsi.

Sotto la pioggia si è partiti dall’ex residenza di Bezzi in via Monti, lungo la via che porta a Virola, per poi proseguire nel cuore del paese, in via Roma 80, per Simonazzi. Da lì si è entrati nella “Castelnovo vecchia”, in vicolo Costole per Ermete Zuccolini e poi in via I° Maggio, a fianco del mulino, per Francesco Toschi. Il corteo, anticipato dai gonfaloni del Comune, ha raccolto decine di studenti delle medie e delle superiori, i parenti, tanti cittadini assieme a Matthias Durchfeld ed Elisabetta Del Monte di Istoreco, al sindaco Enrico Bini, al vicesindaco Emanuele Ferrari e all’assessore Sara Manfredini. Il giro si è concluso di fronte al teatro Bismantova, che, nel 1944, era la casa del fascio. Qui l’8 ottobre 1944 vennero radunate decine di uomini, poi deportati. E qui Simona Guerini ha suonato due brani con la sua viola.