Viaggio in Trentino per salvare la sanità a Castelnovo Monti

Delegazione studia le soluzioni della Provincia autonoma Bini: «L’obiettivo è la salvaguardia del punto nascite»

CASTELNOVO MONTI. Venerdì una delegazione di amministratori e cittadini dell’Appennino reggiano si è recata a Trento dove, nella sede della Provincia Autonoma, ha avuto modo di incontrare l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni e il direttore dell’azienda sanitaria locale Luciano Flor.

L’incontro era stato organizzato dalla senatrice Leana Pignedoli assieme al collega Franco Panizza. Oltre alla Pignedoli, vi hanno partecipato Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti; Paola Casali, sindaco di Bagnolo e delegata provinciale a Welfare e Sanità; Giovanni Teneggi, direttore di Confcooperative; due rappresentanti del comitato Salviamo le Cicogne, Nadia Vassallo e Agnese Lazzari; Sabrina Fiori, capogruppo di maggioranza; Robertino Ugolotti, capogruppo di minoranza (Massimiliano Genitoni, capogruppo del Movimento 5 Stelle, non ha potuto partecipare per impegni di lavoro); Ezio Razzoli rappresentante sindacale; il dottor Guido Tirelli.

«L’incontro – spiega Enrico Bini – aveva l’obiettivo di essere un momento informativo per poter avere più strumenti con cui affrontare un tema specifico, quello della salvaguardia del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, ed in generale la tenuta delle strutture sanitarie in montagna, che è obiettivamente complesso e delicato».

«Ringrazio la senatrice Pignedoli – prosegue il sindaco di Castelnovo Monti – perché per noi è importante poterci confrontare con territori che hanno caratteristiche simili alle nostre su questi aspetti, anche se ovviamente, parlando di una Regione a statuto speciale, ci sono anche delle sensibili differenze. Abbiamo voluto fare questa visita con una delegazione allargata a molti soggetti che stanno dimostrando sensibilità ed attenzione per la salvaguardia del punto nascite e dell’ospedale, nell’idea di proseguire un percorso assieme alla comunità, lavorando tutti nella stessa direzione. Credo che, al netto delle differenze territoriali, sia stato un incontro utile ed importante, dal quale abbiamo avuto modo di ottenere indicazioni interessanti. Intendiamo proseguire a lavorare con impegno – conclude Enrico Bini – per mantenere servizi che sono essenziali per la tenuta sociale della montagna».

Anche gli amministratori e i responsabili sanitari trentini hanno commentato l’incontro con la delegazione reggiana. Così l’assessore provinciale trentino Luca Zeni: «I territori di montagna hanno una conformazione geografica precisa, fatta di tante piccole comunità. E’ necessario non omologarsi alle realtà urbane, perché le dinamiche sono diverse, ma al contempo siamo consci di non poter stare fermi. Da noi abbiamo una rete fatta di sette ospedali, con un centro hub, Trento; un altro ospedale intermedio, Rovereto, e altri cinque ospedali di primo livello».

«In tema di punti nascita – prosegue l’assessore Zeni – sono tre i fattori che stiamo cercando di adottare: al primo posto la sicurezza, e per questo abbiamo avviato un confronto con Roma che tenga conto del contesto di alta qualità del Trentino; al secondo posto non si può prescindere dagli aspetti economici, perché vanno tenuti in considerazione sostenibilità e appropriatezza; al terzo posto vi è il tema sociale, ovvero le percezioni della comunità. La politica deve saper mediare e trovare il giusto punto di equilibrio fra questi tre fattori».

Anche il Trentino sta elaborando alcune proposte per la tenuta dei punti nascita, che verranno presentate nelle prossime settimane al Governo. Zeni ha annunciato che terrà informati gli amministratori reggiani su queste proposte.

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