Sinner’s Reunion, il pub dove entri con la moto

E’ il sogno realizzato in un capannone dai fratelli Artioli, ristoratori e bikers Lorenzo: «L’idea mi è venuta quand’ero in Australia. Qui tutti si sentono a casa»

ROLO. Dal Mantovano a Sydney (Australia) e poi a Rolo per realizzare un sogno. È quello che hanno fatto i fratelli Artioli, Lorenzo, 27 anni, e Francesco, 33, originari di Cerese (Borgo Virgilio) e ora residenti a Rolo, accomunati dalla passione per la ristorazione e le due ruote.

Il loro sogno ora è realtà, si chiama Sinner’s Reunion, ed è un locale unico nel suo genere dove si entra con la moto, si parcheggia direttamente davanti al bancone e, se lo si vuole, si può sorseggiare ottima birra stando ancora seduti in sella. Con la moto spenta naturalmente.

Siamo in via degli Intarsiatori Rolesi, nella zona industriale Campogrande, il locale ha aperto nel 2011 e, senza fare pubblicità – i titolari hanno voluto fosse la clientela a decretarne il successo – con il solo passa-parola è diventato uno dei locali più frequentati dai bikers, e non solo. Qui sembra che trovi completo agio e soddisfazione la clientela più varia, comprese le famiglie con bimbi piccoli al seguito.

L’idea è davvero originale e sta avendo notevole successo, anche grazie a scelte non certo “comode”, ma risultate vincenti, come l’ottima qualità del cibo e dei piatti proposti, realizzati con maestrìa dallo chef romano Fabio Cesaroni, 34 anni, uno degli ultimi ingressi nello staff. Parliamo di ragazzi che sono stati in grado, in pochi anni, di tramutare le loro passioni in un lavoro originale ed appagante, che ora, grazie alle collaborazioni, con associazioni, imprenditori e produttori locali sta fornendo spazi nuovi anche ad altre realtà, proponendo corsi, spettacoli ed eventi. Diverse sono anche le partecipazioni dello staff ad eventi dell’Eataly.

La storia di questo sogno che si realizza la racconta Lorenzo. Da quando aveva 14 anni gira per l’Italia e il mondo con l’unico desiderio di perfezionarsi nel settore della ristorazione, imparandone tutti i segreti: «Il Sinner’s ha cominciato a prendere forma nelle nostre menti mentre io mi trovavo in Australia già da qualche mese. Mio fratello, che ha una vena artistica impressionante – buona parte degli arredi del locale e gli impianti sono nati dalla sua creatività – avrebbe dovuto raggiungermi e invece mi ha detto: “Perché non proviamo a farlo qui?”. E così è stato».

È stato difficile aprire un locale del genere?

«Per fortuna ci siamo imbattuti in chi ha capito subito la nostra voglia di fare. Come il Comune di Rolo».

Perché questa zona?

«Ci è sempre piaciuta. È molto viva e siamo vicini al Mantovano. Facilmente raggiungibili un po’ da tutti i Comuni limitrofi. Inoltre, appena abbiamo visto il capannone ce ne siamo innamorati: è grande 500 metri quadrati e alto 11, lo spazio che ci voleva. Era l’inizio del 2011. In pochi mesi abbiamo aperto e realizzato tutto ciò che sognavamo a occhi aperti. Ricordo ancora l’emozione».

L’ambiente è davvero particolare. Come nasce l’idea?

«Volevamo un locale dove fare stare bene la gente, dove tutti si sentissero a casa. Qui scegliamo con la massima cura ogni prodotto, dalla birra alle bevande, alla carne, che è una grande passione di mio fratello, ai piatti che via via, anche grazie all’arrivo di Fabio, abbiamo proposto sempre più variegati fino ad arrivare a un menù completo».

Il locale è in continua evoluzione. Persino nell’arredamento.

«Abbiamo aperto con una base semplice e curata. Poi è accaduto quello che volevamo. I clienti hanno cominciato a portare “oggetti” da casa, decidendo poi di lasciarli qui, appesi ai muri. La cucina è a vista e abbiamo comprato e allestito un semirimorchio di un camion come “palco” per i concerti o le cene. C’è anche una piccola officina, dove fare piccoli lavori sulla moto, mentre si beve una birra. La moto si può parcheggiare a bancone negli appositi spazi... Anche se spesso non sono mai abbastanza».