Acqua pubblica, parte la resa dei conti

I sindaci danno un nuovo sì al Piano Caia, ma il Comitato presenta la mozione popolare per la ripubblicizzazione

REGGIO EMILIA. Via libera dei sindaci reggiani alla proposta di affidare ad una nuova società mista a controllo pubblico la titolarità del servizio idrico integrato nel territorio. Il consenso al percorso proposto dal primo cittadino di reggio Luca Vecchi è arrivato durante l'incontro del consiglio locale nel corso del quale sono stati illustrati e discussi i punti che saranno portati nell'ultima seduta del 2015, che si terrà giovedì 17 dicembre.

Sarà quindi in quella data che i sindaci, votando una proposta di delibera del consiglio locale, si esprimeranno ufficialmente in favore della nuova società mista. I due concetti fondamentali del cosiddetto piano Vecchi-Caia, bocciato dai comitati per l'acqua pubblica, sono per i sindaci controllo pubblico e territorialità.

La nuova società mista, affermano inoltre, «consentirà di non procedere ad una gara per la titolarità del servizio idrico integrato e verrà invece svolta una selezione pubblica per un socio di minoranza, che sarà anche gestore operativo (evitando quindi ogni rapporto con i bilanci dei comuni)». La nuova proposta, se approvata, sarà una sorta di cornice giuridica e amministrativa che, a differenza del piano per un affidamento in-house, non deve per legge contenere già ora un piano industriale.

Nei primi mesi del 2016, a seguito della delibera della prossima settimana, si attiveranno le procedure per l'identificazione del soggetto partner e si aggiorneranno le valutazioni di tipo industriale, economico e finanziario. «in questo senso- rassicurano i comuni- il confronto attivato in questi anni proseguirà con la trasparenza che in maniera unica in italia ha caratterizzato il percorso reggiano per un nuovo affidamento del servizio».

Ma il piano Caia continua a non piacere ai referendari, che lo considerano un «vero pacco di Natale». la stroncatura dal Comitato Acqua Bene Comune, che lunedì torna in consiglio comunale con una mozione popolare e la richiesta di un ritorno alla gestione «in house».

E la mozione, che registra ad oggi circa 4.000 adesioni, avrà in sala del Tricolore un relatore d'eccezione: l'economista Riccardo Petrella, presidente dell'Istituto europeo di ricerca sulle politiche dell'acqua. Della proposta avanzata dal Comune di Reggio - una newco mista con controllo pubblico e partner privato deputato alla gestione operative - il Comitato invece non vuole nemmeno sentir parlare.

«La distanza con la società pubblica che noi chiediamo è abissale», spiega dagli esponenti Carla Ruffini. «assistiamo a un tentativo dell'amministrazione di salvare la faccia e darsi un'immagine decorosa anche in considerazione di quanto scritto nel programma elettorale».

Ma qui «siamo al fumetto della ripubblicizzazione». Al momento, aggiunge Emiliano Codeluppi, «la proposta del Comune di Reggio (a cui anche gli altri sindaci del territorio si stanno allineando, ndr) è solo un'architettura giuridica priva di riscontri numerici. Una scatola vuota fumosa e ambigua che mostra tutta la sua inconsistenza sia dal punto di vista industriale che giuridico».

Un aspetto, quest'ultimo, su cui il comitato si riserva una verifica da parte di «suoi» giuristi. Ma le riserve espresse investono un po' tutto il piano: «Ci chiediamo - prosegue Codeluppi - quali saranno i profitti del partner privato o come saranno inquadrati i lavoratori. Su questo i sindaci si apprestano a votare con gli occhi bendati».