GUASTALLA (REGGIO EMILIA). “Ero a conoscenza. Ero stata informata dalle insegnanti della scuola media, venerdì scorso, durante un'assemblea, ma non ho voluto interferire. Mi hanno detto della richiesta di alcune famiglie di religione musulmana che non vogliono che i loro figli studino musica e suonino strumenti musicali".
E' il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, a commentare la notizia della richiesta, da parte di tre famiglie musulmane, di non far partecipare i figli alle lezioni di musica, perchè in contrasto con la loro fede.
"Il fatto è che siamo in Italia e che abbiamo una Costituzione - prosegue il primo cittadino - Sul professare la propria fede la nostra Carta costituzionale dà ampia libertà. Sull'educazione scolastica invece abbiamo precise norme e programmi ministeriali. E' la nostra legge che impone la frequenza delle lezioni in ambito scolastico. Non ci sono deroghe". La Verona riveste anche l'incarico di assessore alla scuola.Le tre famiglie della Bassa si oppongono allo studio del flauto. Anche lo scorso anno scolastico, un'analoga richiesta era arrivata da una famiglia di fede musulmana. Ma alla fine aveva acconsentito affinché i figli potessero seguire le lezioni di musica, con gli altri compagni. Stavolta, la situazione è diversa. Le famiglie sono tre e non sembrano intenzionate a cambiare idea.





