Il rilancio di Santa Croce tra le ex Reggiane e gli immobili abbandonati

Reggio Emilia, l’utilizzo del capannone 15 e degli “spazi esterni”, dal mangimificio Caffarri all’ex Maffia al deposito Fer

REGGIO EMILIA. Il primo a utilizzare il rigenerato capannone 15 delle ex Reggiane sarà Vinicio Capossela che inaugurerà nella primavera 2016 il nuovo spazio destinato a ospitare eventi culturali, musicali e sportivi indoor e in grado di contenere fino a 4 mila persone. E a detta del Comune, quello di Capossela sarà solo il primo di una serie di eventi che riporteranno a nuova vita il più recente dei capannoni delle ex Reggiane (che si colloca tra il Tecnopolo e la ferrovia e ancora di proprietà di Luciano Fantuzzi) e per questo anche quello che necessita di un limitato intervento di recupero essenzialmente mirato alla sua messa in sicurezza.

Un riutilizzo che se da un lato consente all’attuale proprietario Luciano Fantuzzi di risparmiare qualcosa sui 360 mila euro di Imu che deve sborsare ogni anno, dall’altro consentirà al Comune di avere a disposizione una struttura che a seconda del suo utilizzo può contenere dai 2 mila ai 4 mila spettatori.

Una superficie coperta, ha detto ieri il sindaco Luca Vecchi, «che sarà a disposizione per lo svolgimento una serie manifestazioni sportive e per le discipline atletiche indoor o arrivare a installare un campo da tennis completo delle relative tribune o a realizzare due campi da calcetto».

Tutte strutture temporanee che possono essere montate e smontate in poco tempo per poi far posto a un open space per concerti ed eventi. Come quello programmato da Vinicio Capossela, che però non è l’unico tra gli artisti reggiani a mostrare interesse ad usufruire di quello spazio tanto da chiedere di poterlo già utilizzare entro l’anno per il suo tradizionale concerto di Natale.

Un trasloco dal Fuori Orario solo rimandato perché lo stesso Capossela potrebbe essere interessato ad gestire assieme all’amico Franco Bassi (ex Fuori Orario) un'altra tra le tante aree industriali dismesse a disposizione nel quartiere di Santa Croce. Anche Luciano Ligabue che alle ex Reggiane ha girato un proprio video - "Il muro del suono" - non ha chiuso la porta sull’ipotesi di sfruttare questo nuovo contenitore.

Di certo nessuno potrà utilizzarlo in maniera esclusiva perché l’intenzione ribadita dall’assessore alla Rigenerazione Urbana Alex Pratissoli è quella di «farne uno spazio polifunzionale che il Comune è intenzionato ad acquistare definitivamente nel giro di tre anni».

Ex Reggiane, nel capannone 15 un nuovo spazio per sport e musica

Per ora la Stu (società di trasformazione urbana) partecipata da Comune e Iren, oltre a definire il progetto e le modalità di acquisizione del capannone 15, sta proseguendo la bonifica e il ripristino ambientale e di recupero dei capannoni 17 e 18, lavori che saranno ultimati entro l’aprile 2016.

Al termine dei diversi cantieri avviati e in fase di apertura, tutta la parte delle ex Reggiane che si affaccia su Piazzale Europa sarà recuperata e si integrerà con intervento destinato a trasformare l’attuale parcheggio nella porta d’accesso al Parco della Innovazione e della Conoscenza.

Se in città mancano le idee - e soprattutto le risorse per realizzarle - altrettanto non si può dire degli spazi e dei contenitori abbandonati che aspettano di essere recuperati. E non accade solo in centro storico.

Operazione Santa Croce. Tra i quartieri dove abbondano ex stabilimenti e capannoni da anni dismessi, al primo posto figura Santa Croce dove intorno alle ex Reggiane è tutto un fiorire di fabbriche e magazzini abbandonati che sono oggi fonte di degrado e di una percepita insicurezza tra i residenti. E l’incrociare domanda e offerta è il compito che si assegnato il Comune, mettendo intorno a tavolo i proprietari dei tredici immobili in disuso (un altro in via Talami è l’unico di proprietà del Comune) e le cinquanta associazioni culturali, sportive e di volontariato che aderendo al bando comunale scaduto nell’ottobre scorso, hanno manifestato interesse a candidarsi per un loro utilizzo temporaneo.

Da un lato del tavolo ci sono i proprietari che sperano con questa operazione di risparmiare, recuperando almeno l’Imu che grava pesantemente su questi immobili, e dall’altro le associazioni che sono alla ricerca di spazi per le loro attività. Il problema è che in molti casi gli immobili che i proprietari mettono gratuitamente a disposizione necessitano di lavori di ristrutturazione. In mezzo il Comune che punta ad una diffusa trasformazione radicale del quartiere a coso zero.

Chi più e chi meno tutti gli immobili che gravitano su viale Ramazzini, via Gioia, via Tonale, hanno bisogno di essere messi a norma. Si tratta per fare alcuni esempi dell’ex mangimificio Caffarri, dei magazzini della stessa azienda in via Gioia, dell’ex Maffia che si affaccia su viale Ramazzini e dell’ex palazzina Cepam, che sarà demolita. Per molti insomma si tratta di un’occasione.

«Abbiamo dato la nostra disponibilità e ci aspettiamo una proposta sensata» dice Massimiliano Caffarri aggiungendo che «tra la situazione della zona e la viabilità, non è che ci siano molte alternative alla proposta de Comune». Lo stesso concetto che esprime il rappresentante dell’Euro Pivetti proprietario dell’ex mangimificio Caffarri che parla di «un’opportunità per trovare un equilibrio nella gestione e far fronte alle spese».

Una disponibilità già manifestata anche lo scorso anno quando nel cortile dell’ex mangimificio si è svolto un evento del festival Eleva.

Tra le cinquanta associazioni culturali e sportive e start- up di impresa che hanno manifestato il loro interesse a utilizzare temporaneamente questi spazi figurano Mamimò, Arscomica, Elewa, Ascoltare Santa Croce, gli Scuot della Cngei, l’Accademia del vernacolo reggiano, Taekwondo Tricolore, il Collettivo Arsan. Ma ci sono anche realtà più solide come l’Uisp e Onlus come Durante e dopo di noi e il Grade. Tra le Onlus figura anche DarVoce.

Tra gli immobili a disposizione in zona Santa Croce per ospitare iniziative di rilevante interesse pubblico, come richiesto dal bando comunale, c’è anche l’area verde e i capannoni dismessi dell’ex ricovero dei treni delle vecchie Ferrovie Reggiane di via Talami. Un’area che dopo la costruzione del nuovo deposito di Fer, che sorge a pochi metri, è abbandonata a se stessa si presenta come un vecchia impreso di recupero di materiale ferrosi dismessa.

L’area e i capannoni con il 2016 in base ad un accordo con Fer diventeranno di proprietà del Comune che provvederà ad abbattere due dei tre immobili che hanno resistito al tempo e che presentano gravi problemi di sicurezza e di stabilità. Nell’ultimo che invece si presenta in accettabili condizioni strutturali e resterà in piedi sono oggi ricoverati una vecchia locomotiva, un vagone merci, un postale e due carrozze di terza classe restaurate e recuperate dalla Safre.

La Società amici delle ferrovie reggiane che ha sede a Villa Cella e da anni si dedica al recupero e al restauro, manutenzione e alla custodia di questi pezzi ormai unici. Visitare questo piccolo spazio immerso nel verde alle porte della città, è ancora oggi fare un tuffo nel passato. Ma il suo futuro è incerto.

Tra le associazioni che hanno partecipato al bando per la concessione temporanea di aree e beni immobili figura anche la Sapre, che utilizzando gli spazi di via Talami potrebbe dar vita al museo delle Ferrovie Reggiane. La scelta è però tutt’altro che scontata, con qualche imprenditore privato si è già fatto avanti per chiedere di disporre dell’area per aprire un ristorante utilizzando le vecchie carrozze.